I film del fine settimana

«Licorice Pizza», una lettera d'amore al cinema

Nelle sale il nuovo e imperdibile lungometraggio di Paul Thomas Anderson. Su Disney+ «Red» della Pixar Animation

di Andrea Chimento

«Licorice Pizza»

3' di lettura

Quando arriva nelle nostre sale un film di Paul Thomas Anderson è sempre un evento importante: non fa eccezione «Licorice Pizza», la nuova pellicola di uno dei più rilevanti autori del cinema contemporaneo.
Regista di capolavori come «Magnolia», «The Master», «Il petroliere» e «Il filo nascosto», Anderson firma in questo caso una storia più piccola solo in apparenza, ambientata nella San Fernando Valley del 1973.

Il giovane Gary, liceale ambizioso con alcuni ruoli da attore alle spalle, incontra Alana, una ragazza di una decina d'anni più grande, di cui s'innamora fin dal primo sguardo. Nonostante la differenza d'età e le titubanze di lei, Gary la convince a vedersi la sera stessa e da lì inizierà un rapporto intenso, d'amicizia e di lavoro, che potrebbe però sfociare in qualcosa di ben più profondo.

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Basta la prima sequenza di «Licorice Pizza» per essere trasportati in un altro mondo: un universo in cui è il cinema l'assoluto protagonista, con la regia che giocherà costantemente con un montaggio alternato sui personaggi principali e sul loro continuo movimento.Si corre moltissimo in questo grande film, in cui Gary e Alana si avvicinano, si staccano, fuggono e provano a rincontrarsi, sempre correndo, con la cinepresa che li cerca e li insegue a sua volta.

«Licorice Pizza» e gli altri film della settimana

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Un viaggio nel cinema degli anni Settanta

Sarà per l'utilizzo della pellicola 35mm, sarà per l'ambientazione e per i possibili riferimenti autobiografici, ma «Licorice Pizza» ci trasporta davvero negli anni Settanta in un momento in cui il cinema americano era pienamente segnato dalla New Hollywood: il 1973 è l'anno di «American Graffiti» di George Lucas, ma a riecheggiare è soprattutto il nome di Robert Altman, da sempre un punto di riferimento fondamentale per Paul Thomas Anderson.È più in generale, però, lo spirito del tempo (si può citare anche il cinema di Peter Bogdanovich, autore da poco scomparso) a definire lo stile di «Licorice Pizza», un film che racconta un amore semplice e anomalo allo stesso tempo, capace di coinvolgere e appassionare, facendoci sentire tanto il divertimento di ciò che accade quanto la malinconia per uno spazio e un tempo che non abbiamo vissuto: il potere del cinema, appunto, che è un qualcosa a cui Anderson ha sempre creduto e che è la forza trainante di uno dei finali più importanti degli ultimi anni.

Il titolo fa riferimento a una catena di negozi di dischi in vinile del periodo e la musica è un altro degli elementi più significativi di un film che, tra le altre cose, ci presenta anche una coppia di esordienti già memorabile: Cooper Hoffman (il figlio del compianto Philip Seymour, che aveva spesso collaborato con Anderson) è grandioso e non è da meno Alana Haim, cantante del gruppo delle Haim per il quale il regista ha spesso diretto dei videoclip. Un film necessario, capace di fare davvero del bene a chi ancora vuole credere nel potere dell'arte, del cinema e, di conseguenza, dell'amore.

Red

Un film da vedere con tutta la famiglia è invece «Red», nuova pellicola della Pixar Animation arrivata da poco su Disney+.

Al centro della trama c'è Mei Lee, una tredicenne un po’ impacciata e in bilico tra la dimensione di ragazzina obbediente e il caos emotivo dell’adolescenza. La pubertà porta con sé anche cambiamenti fisici ma sarà proprio in un momento di particolare stress (causato anche dalla presenza ingombrante di una madre troppo premurosa) che Mei Lee scoprirà di avere una sorta di maledizione: infatti, quando la ragazza si emoziona o si agita troppo, si trasforma in un panda rosso gigante. La Pixar molto raramente sbaglia film e «Red» è un altro prodotto riuscito: anche di fronte a prodotti meno ambiziosi e complessi rispetto a capolavori come «Wall-E» o «Inside Out», la casa di produzione che aveva esordito al lungometraggio con «Toy Story» nel 1995 continua a sfornare pellicole profonde e interessanti.Se inizialmente fatica un po' a carburare, «Red» cresce alla distanza e diventa un'altra efficace metafora sul tema della crescita e del cambiamento: lo si può definire un racconto di formazione divertente e capace di toccare corde emotive importanti, soprattutto con l'approssimarsi della conclusione.Si ride, si piange e si riflette con questa riuscita pellicola perfetta per una visione di qualità con tutta la famiglia.


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