ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI film del fine settimana

“Triangle of Sadness”, una commedia nera profonda e divertente

Nelle sale il film vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes, una satira che riflette con forza sui tempi in cui viviamo

di Andrea Chimento

3' di lettura

La Palma d'oro arriva nelle sale italiane: “Triangle of Sadness”, il film vincitore del premio più prestigioso del Festival di Cannes di quest'anno, è il grande protagonista del weekend al cinema.
Alla regia c'è lo svedese Ruben Östlund, che aveva già ottenuto (un po' generosamente) lo stesso premio nel 2017 con “The Square” e che si conferma con questa pellicola un autore che non lascia mai indifferenti.
Protagonista del film è una coppia di modelli invitati a partecipare a una crociera di lusso insieme a un bizzarro gruppo di personaggi. Tutto all’inizio sembra piacevole, ma un evento catastrofico trasformerà il viaggio in un’avventura da incubo, dove ogni gerarchia finirà per essere capovolta.

Dopo aver messo alla berlina il mondo dell’arte nel controverso e discutibile lungometraggio precedente, Östlund fa la stessa cosa con il mondo della moda e, soprattutto, degli influencer, inseriti non a caso in un contesto in cui sono circondati da figure che si sono arricchite nelle maniere più disparate e non sempre in modo del tutto pulito (emblematico il caso di una coppia di anziani diventata ricca grazie alla realizzazione di granate a mano).Diviso in tre capitoli, il film si apre con una lunga conversazione dei due protagonisti attorno a un conto da pagare, prosegue con la notevolissima parte a bordo del super yacht e si conclude su un’isola dove i ruoli si ribalteranno improvvisamente.

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“Triangle of Sadness” e gli altri film della settimana

“Triangle of Sadness” e gli altri film della settimana

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Una satira sui nostri tempi

Si può definire “Triangle of Sadness” una satira sui tempi in cui viviamo, una commedia nera dal taglio sociologico e politico che racconta il cinismo contemporaneo riuscendo tanto a far riflettere quanto a divertire.Nonostante si possano citare dei possibili modelli di riferimento (un esempio può essere Luis Buñuel per la capacità di mettere in risalto il cinismo di certe classi sociali), Östlund ha uno stile ormai personalissimo, riconoscibile e discutibile allo stesso tempo. In questo caso però, nonostante una durata non indifferente (circa 2h30m), la narrazione è così tagliente e intelligente da non far pesare il lungo minutaggio e il risultato è forse il miglior film realizzato in carriera dal regista che aveva già stupito con “Forza maggiore” nel 2014.Buona prova di un cast corale in cui è presente anche Woody Harrelson. Tra i protagonisti della pellicola c'è inoltre Charlbi Dean, attrice e modella tragicamente scomparsa lo scorso agosto a soli 32 anni.

Argentina, 1985

Un altro film imperdibile è da poco arrivato su Prime Video: “Argentina, 1985”, presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.Alla base della trama c'è la vera storia dei procuratori Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo, che nel 1985 osarono indagare e perseguire i responsabili della fase più sanguinosa della dittatura militare argentina. Senza lasciarsi intimidire dall’ancora notevole influenza che l’esercito aveva sulla loro fragile, nuova democrazia, Strassera e Moreno Ocampo formarono una squadra di giovanissimi per lottare contro il tempo e dare giustizia alle vittime della giunta militare. Scritto da Santiago Mitre insieme a Mariano Llinás (quest’ultimo è il regista del geniale “La flor”), “Argentina, 1985” ha alla base le ampie ricerche cinematografiche e politiche che i due autori del copione hanno condotto per ricostruire uno dei processi più importanti di tutto il secolo scorso.Attraverso una struttura classica ma perfettamente calibrata, la pellicola segue tutte le fasi legali e burocratiche del procedimento, mescolando il lato pubblico con quello privato dei due protagonisti.Solido nella narrazione e nella messinscena, questo film, convenzionale solo in apparenza, riesce a creare un climax crescente che raggiunge il suo apice emotivo nella parte conclusiva. C’è un gran momento quando Strassera legge ai giudici il discorso che ha preparato: l’attore che lo interpreta, Ricardo Darín, è una certezza da tanti anni, ma in questo caso arriva quasi a superarsi per l’impegno e la passione che riversa nel suo personaggio.

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