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Finalmente Toyota vince la Le Mans


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Una lotta a due tra le Toyota del team Gazoo Racing vinta dalla numero 8, guidata proprio dallo spagnolo, dallo svizzero Sebastien Buemi e dal giapponese Kazuki Nakajima. Sfatata, quindi, la “maledizione” della Casa giapponese che ha raggiunto una vittoria che aveva tanto sognato. Forse non poteva essere altrimenti, vista l'assenza di veri e proprio rivali che hanno reso la corsa una semplice lotta a due fra la numero e e l'altra Toyota la n.7, guidata dal giapponese Kamui Kobayashi, dall'argentino José María López e dall'americano Mike Conway che alla fine arrivataseconda al traguardo.

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Da segnalare che il distacco rifilate dalle due TS050 Hybrid alla terza classificata è stato abissale: la Rebellion Racing n.3 guidata da Thomas Laurent, Mathias Beche e Gustavo Menezes è arrivata a ben 12 giri di ritardo. La differenza fatta da Fernando Alonso è stata nella notte. Il compagno Buemi si era visto infliggere un minuto di penalità per eccesso di velocità in “slow zone”, lasciando il testimone ad Alonso con due minuti di ritardo: l'oscurità non ha spaventato lo spagnolo che ha spinto al massimo ed ha ripreso l'altra Toyota.

Fernando Alonso

Poi è toccato a Nakajima finire l'opera, proprio all'alba, nonostante la reazione di Kobayashi. Le posizioni non sono a quel punto cambiate fino al traguardo, anche se qualche problema c'è comunque stato. In partenza Buemi è stato tamponato dalla Rebellion n.1, senza però conseguenze, ma le difficoltà sono arrivate al mattino. Ad un'ora e mezzo dalla fine la Toyota n.7 si è piantata di colpo. Si è trattato, però, solo di uno grande spavento: Kobayashi ha saltato il pit stop e si è visto costretto a rallentare il più possibile per risparmiare carburante e riuscire a raggiungere i box.
Il distacco tra le due TS050 è diventato a quel punto troppo grande da colmare, rendendo il finale della corsa una vera e propria parata. Spettacolare arrivo delle Toyota al traguardo: primo e secondo posto per Toyota al traguardo, fra l'altro, con 2 piloti giapponesi a tagliare il traguardo.

I vincitori nella altre categorie
Se la lotta fra le LMP1 si è limitata alle due Toyota ancora meno è stata la concorrenza nella classe LMP2, letteralmente dominata dalla Oreca-Gibson della G-Drive, che ha stravinto, chiudendo al quinto posto in classifica generale, ma soprattutto vincendo la sua categoria con ben due giri di distacco sulla concorrenza.
Nessun problema per Roman Rusinov, Jean-Eric Vergne e Andrea Pizzitola, che hanno chiuso davanti alla Signatech-Alpine con Nicolas Lapierre, Andre Negrao, Pierre Thiriet, che ha approfittato del ritiro, a cinque ore dal termine, della Ligier della Panis Barthez con Timothe Buret ,Will Stevens, Julien Canal. La Cetilar Villorba Corse ha termina in 22esima posizione assoluta, 13esima di classe, dopo una gara con tanti problemi.

Doppietta Porsche nella classe GTE-PRO. Dopo le prime schermaglie, la 92 di Michael Christensen, Kevin Estre e Laurens Vanthoor ha preso il largo, dominando la gara e chiudendo con oltre un minuto e mezzo sulla gemella la 91, guidata da Gianmaria Bruni oltre che da Richard Lietz e Frederic Makowiecki. Quest'ultima ha provato a più riprese a rincorrere l'altra GT, ma la sua rimonta è terminata al mattino per via di diverse bandiere gialle che hanno costretto la Porsche a difendere la seconda posizione dall'assalto dalle Ford del Team Chip Ganassi, terza e quarta.
La Ferrari è stata solo parzialmente della partita: la n. 51 di James Calado ha lottato con la Ford ma poi ha perso terreno per una foratura, e così la prima al traguardo è stata la 52 di Antonio Giovinazzi, sesta di categoria. Il pilota pugliese ha impressionato, perché ha condotto la gara con personalità. Il debutto alla 24 Ore è comunque positivo per il giovane pilota italiano.
Vittoria Porsche anche nella GT-AM. Ha vinto la 77 del team Dempsey Racing. Non c'è stata storia: Matt Campbell, Christian Ried e Julien Andlauer si sono messi al comando praticamente dall'inizio della gara, senza più voltarsi indietro. Non è arrivata la doppietta, però, perché la Porsche 88 è stata costretta al ritiro al mattino, mentre al volante c'era proprio Matteo Cairoli, finito contro le barriere dopo un problema meccanico. La piazza d'onore è stata così conquistata dalla Ferrari 488 Spirit of Race diGiancarlo Fisichella, accompagnato da Francesco Castellacci e Thomas Flohr.

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