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Finanza alternativa, tutte le opportunità nel post Covid

Esponenti e portatori di interesse a confronto sugli strumenti a sostegno delle imprese - Nel programma della giornata conversazioni con i protagonisti e tavole rotonde con gli esperti

(maxsim - stock.adobe.com)
  • Terza tavola rotonda, imprese al bivio tra private equity e ipo: differenza nei multipli, ma la scelta della Borsa sta riprendendo vigore

    Terza e ultima tavola rotonda con le imprese. Nel panel: Gian Marco Committeri (commercialista e partner Alonzo Committeri & Partners), Valerio Fonseca (ceo & founder DoveVivo), Guglielmo Manetti (amministratore delegato Intermonte), Walter Ricciotti (ceo di Quadrivio Group). Sui mercati è tornata la fiducia, come confermano le nuove ipo. Digitale, internazionalizzazione sono competenze giudicate fondamentali per costruire un percorso di successo e spesso l’apertura verso l’esterno, a fondi e nuovi capitali, è giudicata necessaria per colmare i limiti interni. Rispetto a un private equity la quotazione, fino a oggi meno favorita, è giudicato un punto d’arrivo per certi versi meno attraente sul piano della valorizzazione, ma le strategie di crescita - convengono gli esperti - possono essere premiate dal mercato, con il vantaggio di una libertà d’azione di governance ampia.

  • Seconda tavola rotonda con i protagonisti della finanza alternativa: «Non ci sono rischi di bolla, Italia resta attrattiva»

    Al via ora la seconda tavola rotonda con i protagonisti della finanza alternativa. Se ne discute con Michele Briamonte (managing partner Studio Legale Grande Stevens), Matteo Manfredi (co head corporate finance Europe Houlihan Lokey) e Valentina Pippolo (partner e Country Head Italia di BU - Bregal Unternehmerkapital). Gli esperti riuniti al tavolo non vedono bolle nella crescita del Sistema Italia. I prezzi sono saliti, ma rispetto ad altri mercati all’estero c’è ancora un gap e la stabilità percepita è un altro motivo di forte attrattività. La proiezione verso le nuove tecnologie blockchain rende ormai superato, inoltre, il dibattito legato alla provenienza delle masse finanziarie convogliate dai fondi.

  • De Benedetti: «Private equity necessario per dare nuova dimensione alle Pmi». Su Tim: «Nelle tlc c’è un tema di value proposition, osservo la vicenda con la curiosità dello spettatore»

    Tocca a Marco De Benedetti , co-head Europe Buyout di Carlyle, chiamato a offrire il punto di vista dei grandi fondi di private equity. «Carlyle - spiega - ha in Italia una visione di lungo periodo. Le ultime notizie sul Covid non cambiano certo la nostra strategia. Quello che abbiamo imparato in questi 18 mesi è che le cose possono cambiare velocemente, e la capacità di reazione e di flessibilità sono sempre più rilevanti». Un importante case history nella storia di Carlyle in Italia è Moncler. Un esempio, spiega De Benedetti, di come la dimensione conti, e il Covid ha solo confermato, secondo il professionista, questo aspetto. «Se vuoi fare ricerca, attrarre talenti, garantire sviluppo devi avere una certa dimensione - aggiunge -. In Moncler abbiamo incontrato un imprenditore illuminato, con una chiara idea di prodotto e di mercato. Noi lo abbiamo aiutato in tutto il resto». Rispondendo infine a una sollecitazione sul caso Tim, De Benedetti ha spiegato che «il settore ha perso valore, c’è stata un’evoluzione del business e Tim non ha saputo reinventarsi un nuovo modello di creazione del valore. Non è l’unica. Anche Orange, Bt e altri hanno lo stesso problema: come differenziarsi con una value proposition diversa rispetto a competitor che hanno costi più bassi. Kkr fose vuole valutare se ci sono opportunità in questa direzione. Osservo la vicenda da spettatore: Tim è un asset del paese, ci lavorano molte persone. Sono curioso come tutti di vedere quale sarà l’esito».

  • Al via la prima tavola rotonda: «Mentalità in evoluzione, ma il debito ancora preferito all’equity»

    Al via ora la prima tavola rotonda del Forum. Nel panel Cataldo Conte (responsabile Corporate & Investment Banking Banca Ifis), Alessandro Germani (dottore commercialista partner dello studio GDC Corporate & Tax), Alberto Nobili (Head of Investment Banking Corporate Banca Finint. Per i tre esperti «c’è un’evoluzione culturale in atto, con gli interlocutori che stanno iniziando a conscere ed apprezzare lo strumento adatto al contesto e alla fase che sta attraversando un’impresa». Il costo dell’operazione non è più, come un tempo, la prima variabile sotto la lente. Senza dubbio, però, le operazioni di debito sono preferite rispetto a quelle sull’equity, proprio a causa delle resistenza culturali già citate, nel corso del Forum Finanza alternativa del Sole 24 ore, dagli interventi di Giovanni Tamburi e Stefano Mazzocchi. L’Euronext Growth Milan sta mostrando una buona vitalità: un aiuto in più a spingere le Pmi verso le Borse, convengono gli esperti, potrebbe arivare da un eventuale ripristino degli incentivi previsti nell’ultimo triennio.

  • Giovanni Tamburi: «Non credo al rischio Omicron sulle Borse, il mercato ne sta solo approfittando per tirare il fiato»

    É il momento di Giovanni Tamburi. «La situazione è positiva, le ultime ipo danno fiducia, così come la pipeline costante dell’ex Aim. C’è ancora bisogno, però, di un cambio di mentalità, bisogna lavorare sulle nuove generazioni, meno legate a dinamiche di controllo». Il momento positivo per Tamburi «durerà, questi tassi e l’elevata liquidità sono un dato reale, i timori legati alle nuove ondate di Covid invece non sono credibili. È in atto una sana correzione dopo una fase di crescita, che durerà qualche giorno, ma il 2021 sarà ancora di sviluppo». La Borsa per il fondatore di Tip resta una dimensione fondamentale per un’azienda. «guardate i campioni della Silicon Valley: non erano obbligati ma hanno scelto di quotarsi perchè è quella la strada corretta». Infine un appello alle banche italiane: «bisogna che si attrezzino per agevolare investimenti diretti nel made in Italy, spesso invece il sostegno alle imprese italiane passa prima per i fondi esteri».

  • Stefano Mazzocchi (Afme): «Serve un’ecosistema più strutturato, ma lo scenario sta migliorando

    Dopo l’introduzione del direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, Forum al via con l’intervento di Stefano Mazzocchi, managing director di Afme. «Il sistema è ancora bancocentrico, serve un’ecosistema più strutturato - spiega -. Ci sono però segnali positivi, con l’aumento di emissioni obbligazionarie e un maggior peso degli strumenti alternativi sul totale; una maggiore integrazione europea può giocare ruolo chiave per favorire lo sviluppo di fonti di finanziamento alternative. Ora bisogna fare in modo che la fase post pandemica possa essere un’opportunità per rafforzare la struttura patrimoniale. Un recente rapporto di Afme evidenzia come soluzione la possibilità di strumenti di finanziamento ibrido, come debito convertibile in azioni senza diritto di voto». Una strada che permetterebbe anche di vincere le resistenze legate al timore di perdita di controllo, che spesso costituisce un freno al ricorso a fonti di finanziamento alternativo che vanno a incidere sull’equity.

  • Forum Finanza alternativa del Sole 24 Ore, seconda edizione al via

    La ripartenza economica dopo il disorientamento legato alla prima fase della pandemia richiede il coinvolgimento del maggiore numero di fonti di finanziamento possibile a sostegno delle imprese. La finanza alternativa, in particolare, con private equity, private debt e altre soluzioni, ha ancora molte potenzialità inespresse, soprattutto sul mercato italiano. Una consapevolezza che ha portato il Sole 24 Ore a radunare esperti ed esponenti sia del mondo della finanza, che porta ai professionisti e agli imprenditori le sue soluzioni, sia dei commercialisti che portano alla finanza nuovi casi aziendali in cui valutare di investire. Il programma della giornata del Forum Finanza alternativa del Sole 24 Ore, dopo i saluti affidati al direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, prevede dalle 10 un intervento di Stefano Mazzocchi, Managing Director, Advocacy AFME, e quindi una conversazione con Giovanni Tamburi, fondatore, presidente e amministratore delegato di TIP - Tamburi Investment Partners. Alle 10:30 è prevista una tavola rotonda sugli strumenti a disposizione delle imprese, con interventi di Cataldo Conte (responsabile Corporate & Investment Banking Banca Ifis), Alessandro Germani (dottore commercialista partner dello studio GDC Corporate & Tax), Alberto Nobili (Head of Investment Banking Corporate Banca Finint). Alle 11 è prevista un focus su Carlyle, con l’intervento di Marco De Benedetti , co-head Europe Buyout del fondo. Alle 11:15 una seconda tavola rotonda, questa volta sulla finanza alternativa, con Michele Briamonte (managing partner Studio Legale Grande Stevens), Matteo Manfredi (co head corporate finance Europe Houlihan Lokey) e Valentina Pippolo (partner e Country Head Italia di BU - Bregal Unternehmerkapital). Alle 11:45 infine l’attenzione sarà rivolta alle imprese, con una terza tavola rotonda che coinvolgerà Gian Marco Committeri (commercialista e partner Alonzo Committeri & Partners), Valerio Fonseca (ceo & founder DoveVivo), Guglielmo Manetti (amministratore delegato Intermonte), Walter Ricciotti (ceo di Quadrivio Group). Alle 12:25 sono previste le conclusioni e la chiusura dei lavori.

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