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Eni cede i gasdotti europei. La Cassa depositi e prestiti diventa il primo gruppo

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Questo articolo è stato pubblicato il 04 dicembre 2010 alle ore 11:59.

Eni avvia il processo di vendita dei gasdotti Tenp e Transitgas mentre la Cassa Depositi e Prestiti, controllata del Tesoro, diventa il nuovo socio forte del cane a sei zampe. È successo tutto ieri prima con la società che ha annunciato la valorizzazione dei due asset, ribadendo che per quanto riguarda il Tag si prosegue sulla strada già tracciata con la Cdp, poi con l'inatteso comunicato della Cassa che poche ore dopo ha fatto sapere di aver raccolto un altro 16,38% dell'Eni. Con decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze del 30 novembre 2010, ha preso infatti il via lo swap con il ministero, assistito da Deutsche Bank, delle partecipazioni detenute in Poste, Enel ed Stm a fronte di un ulteriore pacchetto nel gruppo petrolifero.

Il tutto è stato valorizzato 10,7 miliardi di euro. A titolo di corrispettivo, infatti, la Cassa ha girato al Tesoro il 17,36% del gruppo elettrico per 6,6 miliardi, più 163 milioni in contanti, relativi all'acconto sul dividendo distribuito dalla società guidata da Fulvio Conti; il 35% di Poste Italiane per 3,28 miliardi e il 13,77% di Stm per 810 milioni. Considerate le azioni del cane a sei zampe già possedute, la Cdp è salita così al 26,37% del gruppo petrolifero e ha aperto la strada al perfezionamento dell'acquisto del Tag dalla partecipata. A più riprese, l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, ha ipotizzato di poter raccogliere dalla vendita dei tre gasdotti fino a 1,5 miliardi, di cui circa la metà per il solo Tag e il resto per gli altri due. La procedura di vendita è entrata nel vivo ora dopo che nei mesi passati Eni ha ottenuto il via libera della Commissione europea.
Il gruppo petrolifero ha anche dovuto concordare con i partner dei singoli asset, Eon per Tenp, e Swissgas (51%) per Transitgas, la strada migliore per la cessione delle partecipazioni. Gli advisor finanziari che si occuperanno dell'operazione sono Rothschild e Banca Imi per Transitgas e Rothschild e UniCredit per Tenp.

Entrambe le valorizzazioni erano già state inserite nel programma di dismissioni del 2010 ma è evidente che difficilmente riusciranno a essere completate per l'anno in corso. Piuttosto, la nuova tabella di marcia prevede che il processo si concluda più o meno a cavallo del primo semestre del 2011. Per entrambi i gasdotti si seguirà una procedura di vendita piuttosto standard il che comporta che nell'arco di un mese potrebbero già essere raccolte le prime manifestazioni di interesse. I potenziali soggetti interessati, tolto qualche operatore industriale non integrato, potrebbero essere fondi infrastrutturali, o società particolarmente attive nel settore, che si potrebbero presentare all'appuntamento eventualmente in consorzio. D'altra parte, tutti e due i gasdotti sembrano poter garantire un buon rendimento, Tenp alla luce anche del fatto che in quanto asset che attraversa la Germania lavora in regime regolamentato e questo assicura un ritorno vicino al 9% annuo. Altrettanto dovrebbe valere per Transitgas sebbene in Svizzera non esistano tariffe regolamentate ma piuttosto contratti di lungo termine.

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Tags Correlati: Banca Imi | CDP | Enel | Eni | Fulvio Conti | Gaz de France | Paolo Scaroni | Partecipazioni societarie | Poste Italiane | Stm

 

Per quanto riguarda Tenp, il gasdotto è composto di due linee, la prima delle quali è in esercizio dal 1974 mentre la seconda è stata completata nel 2006. Il gasdotto attraversa il territorio tedesco per circa 500 chilometri partendo da Bocholtz, alla frontiera olandese, dove il sistema di trasporto Tenp si allaccia alla rete olandese, fino alla frontiera svizzera, presso Wallbach, dove è interconnesso con Transitgas. Quest'ultimo, si sviluppa per complessivi 293 chilometri fino alla località di Passo Gries, punto di ingresso nella rete italiana della Snam Rete Gas. Nel 2001 è stato anche realizzato un collegamento di 55 chilometri dalla località di Rodersdorf/Oltingue, alla frontiera franco-svizzera e punto di interconnessione con la rete di Gaz de France.

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