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Bernanke: gli Usa s'impegnano a adottare Basilea III. Ma le banche aggirano la riforma di Wall Street

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2011 alle ore 16:22.

Ben Bernanke accelera con forza su Basilea III, le nuove regole sul rafforzamento di capitale del sistema bancario in un ottica anti-crisi. Il presidente della Fed, durante un intervento a porte chiuse (riportato dall'Ansa) alla conferenza Eurofi, ha sottolineato come i nuovi requisiti renderanno il sistema finanziario globale più stabile, e gli Stati Uniti «s 'impegnano a adottarle rapidamente».

Com è noto l'America non ha mai sottoscritto gli accordi di Basilea II. Una conseguenza dell'impostazione, anche culturale, statunitense sul sistema bancario: una strategia che ha sempre privilegiato gli organi di vigilanza sugli istituti finanziari, a scapito di interventi diretti sullo stato patrimoniale delle società. Tutto l'incontrario, invece, dell'approccio europeo dove molta importanza è data alla solidità patrimoniale del player finanziari.

Cosa dice Basilea III
Il capitale di una banca, quasi inutile ricordarlo, è una garanzia di stabilità per la stessa. E l'elemno che permette di assorbire le eventuali perdite di valore dell'attivo. Lo scorso settembre le nuove regole (dette di Basilea III, perché sono il "terzo" pacchetto definito nella città svizzera dove ha sede la Bis) sono state al centro di un accordo tra i governatori delle banche centrali. Che cosa stabiliscono? Il criterio generale è abbastanza semplice: dev'esserci un aumento del rapporto tra il capitale dell'istituto finanziario e le sue attività ponderate per il rischio (cioè i prestititi e i titoli, moltiplicati per numero che cresce all'aumentare del rischio legato all'asset stesso). Quello che ha dimostrato la crisi, infatti, è che le banche, esposte ad un eccesso di debito (avevano troppo leverage), non avevano sufficiente capitale per fronteggiare le svalutazioni.

Così, è stato stabilito che il capitale ordinario (azioni emesse e utili accantonati) debba essere pari ad almeno il 7 per cento dell'attivo ponderato, rispetto all'attuale 2 per cento. «Se una banca non rispetterà questa soglia minima - come ricorda Angelo Baglioni, in un articolo pubblicato sul La Voce.info - , subirà restrizioni nella distribuzione di dividendi agli azionisti e di bonus ai manager. L'inasprimento del requisito di capitale ordinario è significativo. Tuttavia, è diluito in un lungo periodo di transizione: il nuovo vincolo sarà a regime solo nel 2019».

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Le banche aggirano la riforma di Wall Street
Ebbene, su questo tipo di meccanismi gli Stati Uniti hanno sempre un po' nicchiato. E non è forse un caso che la Fed torni sulla questione delle regole proprio oggi, quando il Wsj pubblica un articolo sulle strategie delle banche per aggirare la legge Dodd-Frank che ha riformato Wall Street.

Secondo il quotidiano finanziario gli istituti transfontalieri hanno trovato dei varchi per sfuggire alle nuove regole imposte dalla normativa (che, peraltro, in molti considerano troppo all'cqua di rose). La britannica Barclays, per esempio, ha deciso di "cancellare" la registrazione della sua "bank-holding company", cioè la controllata attraverso cui opera sul terreno statunitense. L'obiettivo è chiaro: «sfuggire alla giurisdizione della Fed che, per l'appunto, è decisa a chiedere maggiore capitale a fronte di asset rischiosi». La business unit di Barclays negli Usa, vale la pena ricordarlo, al «30 settembre scorso aveva un Tier 1 ratio dell'1,37%: ben al di sotto, cioè, dei suo competitor che si attestavano su una media del 9,13 per cento».

Barclays, scrive sempre il Wsj, negli Usa è attiva con due business principali: una piccola banca con sede nel Delaware che è usata per l'emissione di carte di credito; poi l'investment-banking conosciuta come BarCap. Ebbene, «in novembre Barclays ha spostato la credit-card bank in un nuova "entità" che è una diretta controllata della controllante inglese. Poiché la credit-card bank era già regolata dalla Fdic e soddisfaceva requisiti di capitale , non c'era bisogno di alcun intervento».

BarCap, invece, è rimasta «parte di Barclays Group Us. Ma poiché non è più una "bank-holdin company" adesso è regolata dalla Sec e non più dal controllore federale». Una mossa, riporta il Wsj, che sarebbe una risposta diretta alla riforma di Wall Street.

Rafforzare la collaborazione internazionale
Mr Helicopter ha, poi, sottolineato l'esigenza di rafforzare i «meccanismi di cooperazione internazionale compresi il Comitato di Basilea, il Financial Stability Board e il processo di valutazione del G20» sulle politiche perseguite dai vari paesi, ha indicato. Inoltre ha chiesto di migliorare la sorveglianza esercitata dal Fondo monetario internazionale.

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