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Finanza e Mercati In primo piano

Sarkozy chiede una piccola tassa sulle transazioni finanziarie per ridurre i deficit degli stati in difficoltà

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2011 alle ore 19:41.

Una piccola tassa sulle transazioni finanziarie per aiutare i paesi a ridurre i propri deficit. L'ha proposta oggi il presidente francese, Nicolas Sarkozy, incontrando i ministri delle Finanze riuniti nel G20 a Parigi. Se non sono tutti d'accordo, ha suggerito il leader di turno del G20, «alcuni potrebbero adottarla prima degli altri, mentre altri potrebbero continuare a rifletterci su». Il tema ha suscitato a più riprese contrarietà da parte di diversi altri partner del G20. In ogni caso - ha precisato Sarkozy nella cerimonia di benvenuto al vertice - la Francia è a favore di una tassa "infinitesimale".

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Rafforzare il ruolo dell'Fmi
Il presidente francese, leader di turno del G20, ha anche detto che bisogna rilanciare il ruolo del Fondo monetario internazionale, per farne la "pietra angolare" della cooperazione nel campo monetario
. L'emergere di nuove potenze economiche nel panorama globale porterà infatti "inevitabilmente" - secondo Sarkozy - all'aumento del peso di nuove monete nel sistema dei cambi. Dare priorità agli interessi nazionali sarebbe per il presidente "la morte del G20", ha detto. Invece il coordinamento tra governi è "un dovere", ha insistito il presidente francese, per affrontare la fase di superamento della crisi globale.

Indicatori appropriati per segnalare gli squilibri locali
Definire criteri comuni per misurare gli squilibri globali. È questo il principale tema all'ordine del giorno del vertice. Il presidente francese ha espresso a più riprese la volontà della Francia di riformare il sistema monetario mondiale e i mercati delle materie prime entro la fine dell'anno. Un cammino impegnativo che intanto deve fare i conti con la necessità di individuare indicatori comuni. Il minitro francese dell'economia, Christine Lagarde, nei giorni scorsi ha voluto mandare un messaggio tranquillizzante, in particolare alle economie emergenti. «Non vogliamo porre dei diktat a questo o quel paese danneggiando la competitività o le esportazioni ma cerchiamo di raggiungere un equilibrio di cui tutti possano beneficiarne».

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La proposta francese deve però superare le riserve dei cossiddetti Brics. Sugli indicatori comuni infatti Cina, India, Brasile, Russia e Sud Africa hanno espresso forti riserve. Dall'altra parte l'Unione Europea punta a finire il vertice parigino con un accordo su obiettivi chiari e poi magari rinviare le trattative sulle questioni più complesse. Proprio nel tentativo di trovare indicatori appropriati per segnalare gli squilibri locali, i ministri delle finanze del G20 si incontreranno stasera. Ad affermarlo è lo stesso ministro francese : «Avremo già fatto un grande passo in avanti se ci sarà un accordo di principio», ha detto il ministro transalpino aggiungendo poi che trovare gli indicatori che possono meglio misurare gli squilibri significa in sostanza non andare incontro ad «un'altra crisi del debito» .

Draghi, nuove crisi creerebbero enormi pressioni sui bilanci
Sull'argomento era intervenuto al seminario Eurofi preparatorio del G20 di Parigi, anche il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi, sottolineando come nuove crisi finanziarie creerebbero «enormi pressioni» sui bilanci degli Stati.

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