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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2011 alle ore 15:30.

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Il BTp vince tra i governativi (Fotogramma)Il BTp vince tra i governativi (Fotogramma)

L'uno-due Nordafrica-Giappone disorienta i risparmiatori che a questo punto potrebbero veleggiare verso il "solito" porto sicuro dei titoli di stato.
Le ultime 3-4 settimane hanno infatti visto un susseguirsi di gravi eventi che stanno avendo conseguenze anche sulle prospettive economiche e sull'andamento dei mercati finanziari. In questa situazione di incertezza, dunque, quali sono le prospettive di investimento sui titoli obbligazionari governativi dell'area euro?


Lo scenario
Una premessa è importante: durante i periodi di elevata incertezza la tendenza dei mercati finanziari (e degli investitori) è quella di prediligere investimenti sicuri e liquidi, come appunto i bond sovrani. Non sorprende quindi che in queste settimane, dopo le drammatiche notizie provenienti anche dal Giappone, i titoli di stato europei abbiano registrato in media un incremento di valore. Da qualche tempo, però, lo scenario europeo è più complicato che in passato; ci sono infatti emittenti governativi di "serie A" (come per esempio Germania, Olanda, Austria e Francia) e emittenti ormai praticamente "retrocessi" (come Grecia e Irlanda, si veda «Plus24» di ieri).

I titoli dei primi continuano a essere visti come un investimento-rifugio e hanno effettivamente registrato un aumento dei prezzi (con un conseguente calo dei rendimenti, cioè una diminuzione della percezione di rischio legata a questo strumento); i secondi potrebbero invece addirittura registrare ulteriori svalutazioni (percezione di rischio in aumento dunque) se la situazione generale dovesse aggravarsi.


L'appeal dei BTp
La buona notizia di questi giorni, almeno per gli investitori italiani, è che a differenza di qualche mese fa i nostri titoli di stato sembrano sempre più tornare a comportarsi come quelli dei paesi di "serie A".

La prova la dà il mercato con l'aumento delle quotazioni dell'ultima settimana (in alcuni casi addirittura maggiore rispetto alle emissioni tedesche). «Il mio suggerimento – spiega Angelo Drusiani, di Banca Albertini Syz – è quello di non vendere i titoli italiani perché il rapporto tra rendimento che offrono e rischio è molto contenuto. Semmai, vale il contrario: investire a questi rendimenti è un'ottima scelta. La strategia si completa con l'acquisto di titoli a rating massimo, Germania in primis, ma rinunciando al rendimento».
Se le situazioni legate agli eventi del Nordafrica, Medioriente e Giappone dovessero dunque aggravarsi e mettere a repentaglio la crescita mondiale o mettere a rischio gli equilibri geo-politici internazionali, i titoli di stato europei dei paesi di "serie A" rappresenterebbero un rifugio altamente consigliabile.


Il rifugio
«Anche i BTp – conferma Jacopo Ceccatelli della Sim di consulenza JC & Associati – dovrebbero far bene in questo contesto; per chi li detiene già, potrebbe aver senso mantenerli in portafoglio, mentre per chi non ha titoli di stato (ed è molto pessimista sull'evolversi del quadro internazionale) sarebbe ancora più consigliabile l'acquisto di emissioni "al di sopra di ogni sospetto" come Germania, Olanda, Austria o Francia (al costo però di rendimenti ben inferiori ai BTp)».


Il rialzo dei tassi
Nel valutare l'acquisto di titoli di stato europei va però considerato che la tendenza prevalente è ancora per una fase di rialzo dei tassi che nei prossimi mesi potrebbe penalizzare questa tipologia di investimenti. «Inoltre – conclude Ceccatelli –, anche se è una eventualità per fortuna ancora remota, se il costo di ristrutturazione dovesse aumentare di molto il rapporto debito/Pil del Giappone (già oggi al 200%) si potrebbero innescare nuove preoccupazioni sui paesi molto indebitati e in questo caso i titoli italiani potrebbero risultare relativamente svantaggiati».

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