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Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2011 alle ore 08:31.

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(AFP)(AFP)

Il balzo oltre le attese dei prezzi americani (ai massimi dal 2009) avvicinano la stretta della Fed e mandano i listini in profondo rosso. Sui mercati hanno pesato anche i deludenti risultati del colosso dell'alluminio Alcoa, l'aggravarsi della crisi nucleare in Giappone, la caduta dei prezzi del greggio. Sullo sfondo le stime del Fondo monetario di un possibile rallentamento della crescita mondiale quest'anno; le previsioni di Goldman Sachs di un prezzo del Brent in caduta a 105 dollari il barile nei prossimi mesi; la frenata della domanda mondiale di petrolio a causa dei prezzi troppo alti segnalata dall'Agenzia internazionale dell'energia. A Londra l'indice Ftse 100 ha ceduto l'1,39% a 5.969,19 punti, a Francoforte il Dax l'1,35% a 7.107,67 punti e a Parigi il Cac 40 l'1,62% a 3.973,31 punti. Giù dello 0,86% Madrid e dell'1,38% Lisbona.

A Milano l'Ftse Mib perde l'1,55% e l'All Share l'1,53% con Saipem (-3,7%) e Tenaris (-3,6%) ed Eni (-1,98%) che pagano il calo del greggio. Mps (+1,8%) rimbalza dopo l'annuncio dell'aumento di capitale; FonSai (+1,2%) cavalca l'interesse di Groupama. In crescita (+0,62%) anche Parmalat, dopo che ilSole24Ore ha indicato in Granlatte, che controlla Granarolo, e Legacoop le due protagoniste che potrebbero avanzare l'ipotesi di un'Opa al 60 per cento del capitale di Collecchio. Le vendite hanno colpito Stm (-3,85%), penalizzata insieme agli altri tecnologici dal taglio alle stime sul primo trimestre da parte dell'americana Micrel, un ridimensionamento legato al disastro nucleare giapponese.

L'annuncio della Fiat
A Milano Fiat in calo dopo aver formalizzato, come peraltro aveva anticipato ieri l'ad Sergio Marchionne, la sua salita al 30% in Chrysler. Ora le quote nel gruppo automobilistico amreicano sono così suddivise: il sindacato dei metalmeccanici Usa è al 59,2%; la Fiat al 30%; il Tesoro Usa all',8,6% e il Governo canadese al 2,2 per cento. Adesso si tratta di vedere quando verrà realizzato il secondo "Performance Event" previsto dall'accordo con Fiat nel 2009. La clausola consiste nel raggiungimento, da parte del gruppo di Detroit, di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari riferibili a vendite effettuate, successivamente all'intesa, al di fuori del Canada, Messico e Stati Uniti (Paesi Nafta).

Questo secondo step prevede anche la sottoscrizione di tre accordi da parte della Fiat o di sue collegate: un'intesa che coinvolga almeno il 90% dei concessionari Fiat in Brasile nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler; medesimo target di concessionari nell'Unione Europea con l'aggiunta, ai fini dei rilievi relativi alle emissioni di CO2, dell'aggregazione delle flotte di veicoli Chrysler Group e Fiat nell'Unione Europea; un accordo che preveda la remunerazione di Chrysler Group per l'utilizzo da parte di Fiat o sue collegate delle sue tecnologie al di fuori dei Paesi Nafta.

Wall Street, il deficit commerciale, i prezzi all'import
Negli Stati Uniti, a febbraio, il deficit commerciale è calato a 45,8 miliardi di dollari (meno delle attese). In crescita, invece, i prezzi all'import di marzo (+2,7%), sopra le stime, a causa soprattutto del rincari dei prodotti petroliferi. A Wall Street chiusura in calo: Dow Jones a -0,94% a 12.263,60 punti, il Nasdaq a -0,96% a 2.744,79 punti, lo S&P a -0,96% a 1.314,16 punti.

Le Borse asiatiche
Arriva una brutta notizia (in molti se l'aspettavano) dal Giappone: il Governo ha alzato al 7° grado il livello di pericolosità il disastro alla centrale nucleare di Fukushima. Il reattore giapponese, insomma, come Cernobyl. Un passaggio che conferma i peggiori incubi per una popolazione gìà fiaccata dal terremto/tsunami dell'11 marzo scorso. E che, seppur in secondo piano rispetto alla tragedia umana, ha colpito la stessa Borsa. L'indice Nikkei ha perso l'1,69% a 9555.26 punti, dopo essere sceso a metà seduta, sotto il 2% di ribasso.

Il mercato delle monete. Euro sopra 1,45
Dopo un lieve ribasso dell'euro in avvio, il cross euro-dollaro è sopra quota 1,45 per la prima volta da gennaio 2010. Il biglietto verde ha perso ulteriori posizioni nei confronti della moneta unica dopo la pubblicazione dei deludenti dati sulla bilancia commerciale statunitense, che hanno evidenziato un deficit a 45,8 miliardi su attese di 44 miliardi. In rialzo yen e franco svizzero, valute a basso rendimento che vengono solitamente utilizzare per finanziare posizioni speculative su asset più rischiosi e anche sulle materie prime che oggi hanno subito una ondata di prese di beneficio dopo i recenti record.

La Borsa delle commodity
Oro in calo oggi sui mercati dell'Asia. Il metallo giallo perde circa l'1%, oltre dieci dollari l'oncia a 1.451,40 dopo l'ennesimo record segnato ieri a 1.476,21 dollari l'oncia. Anche l'argento ripiega dai massimi degli ultimi 31 anni sotto i 40 dollari. In flessione anche il rame e tutte le materie prime.
Giù del 3,3% anche il petrolio Wti a 106,25 dollari il barile, mentre il Brent cede il 2,84% a 121,44 dollari.

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