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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2011 alle ore 06:41.

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ROMA
Il presidente della Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza (FeBAF) Corrado Faissola è molto soddisfatto e ne parla con Il Sole 24 Ore in questa intervista. I motivi di soddisfazione sono due. Il primo è che ieri è stata approvata dall'assemblea della federazione la domanda di ammissione di Assogestioni e di conseguenza Domenico Siniscalco è stato nominato vicepresidente insieme a Giuseppe Mussari (Abi) e Fabio Cerchiai (Ania). Siniscalco siederà di diritto nel Consiglio Direttivo della FeBAF, dove in rappresentanza di Assogestioni partecipa anche Massimo Greco. «Con l'ingresso di Assogestioni - osserva infatti Faissola – si consolida il processo di rappresentatività della federazione rispetto all'industria finanziaria italiana. Ponendoci anche come interlocutore delle altre rappresentanze di imprese».
Il nuovo "governo" della Federazione risulta a questo punto così composto: Corrado Faissola (presidente), Fabio Cerchiai, Giuseppe Mussari e Domenico Siniscalco (vicepresidenti). Designati da Abi: Luigi Abete (Bnl), Alessandro Azzi (FederCasse), Giovanni Berneschi (Carige), Luigi Castelletti (UniCredit), Corrado Passera (Intesa Sanpaolo), Massimo Ponzellini (Bpm), Maurizio Sella (Banca Sella). Designati da Ania: Carlo Acutis (Vittoria Assicurazioni), Pier Ugo Andreini (Ara 1857), Antonio Silvano Andriani (Axa Mps), Carlo Cimbri (Unipol), Enrico Tommaso Cucchiani (Allianz), Luigi Lana (Reale Mutua), Fausto Marchionni (FonSai), Giovanni Perissinotto (Generali). Designato da Assogestioni, Massimo Greco (JP Morgan).
Ma c'è un secondo motivo di soddisfazione per Faissola, ed è che il Consiglio di ieri si è già fattivamente occupato dei temi che intende sviluppare nei mesi a venire.
Quali saranno i terreni sui quali vi muoverete nei prossimi mesi?
Intendiamo partire dal terreno macroeconomico. È per offrire contribuito e stimoli di sviluppo alla politica economica ed alla regolamentazione, ma ci sta a cuore moltissimo anche l'educazione finanziaria. Il nostro obiettivo è la formazione e la sensibilizzazione delle giovani generazioni ai problemi della loro previdenza. Riteniamo questo tema centrale e stiamo mettendo a punto più progetti: da un lato infatti si tratta di favorire lo sviluppo della previdenza complementare per permettere ai giovani lavoratori di oggi di godere al momento della loro uscita dal lavoro di un trattamento previdenziale che sia per livello il più vicino possibile ai trattamenti erogati oggi. Dall'altro lato, nei nostri progetti c'è la centralità del ruolo del risparmio previdenziale come strumento da finalizzare allo sviluppo del Paese.
L'ingresso di Assogestioni implica anche riflessioni sul ruolo dei fondi d'investimento?
Certo, Assogestioni completa il quadro dei soggetti che operano proprio sull'accumulo e sull'utilizzo del risparmio.
E come pensate di rappresentare questi interessi in sede europea?
Ci concentreremo sulla regolamentazione che riguarda banche assicurazioni e risparmio gestito: abbiamo un ufficio di rappresentanza unico a Bruxelles che potrà essere un punto di riferimento. Del resto, accanto alle tematiche previdenziali a cui accennavo prima, un altro nostro campo dì'indagine, in Italia come in Europa sarà la riflessione in campo fiscale.
Come giudica il piano industriale di Ubi Banca?
È un piano realistico, elaborato con la patrecipazione di tutti gli organi di governo del gruppo. In particolare, il Consiglio di sorveglianza - che presiedo - quale organo di rappresentanza dell'intera base sociale, ha contribuito a fissare gli obiettivi fondamentali che stanno particolarmente a cuore ai soci.
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