Il Sole 24 Ore
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UniCredit con Intesa nelle infrastrutture

Al.G.


MILANO
«Siamo molto interessanti alle infrastrutture» e pronti a collaborare sul tema con Intesa Sanpaolo. Federico Ghizzoni, amministratore delegato di UniCredit, riprende e rilancia la nuova "vocazione" di sistema del gruppo a sostegno delle infrastrutture, già evocata dal vicepresidente Fabrizio Palenzona in un recente convegno con l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. Ghizzoni, parlando con i giornalisti a Parigi a margine del forum Ocse, ha detto di non aver «ancora discusso» la eventuale partecipazione all'aumento di capitale della Brebemi, l'autostrada Milano-Brescia, in corso di realizzazione, che vede proprio Intesa Sanpaolo tra i principali finanziatori. A testimoniare che il sostegno alle infrastrutture non è solo tema da convegnistica, in serata è arrivato il comunicato congiunto di UniCredit e Mediobanca su un nuovo finanziamento da 500 milioni alla Sias della famiglia Gavio. Al gruppo autostradale piemontese, che proprio Palenzona conosce bene da quando era presidente della Provincia di Alessandria, le due banche – insieme a Centrobanca e Sace – erogheranno 500 milioni «a supporto del piano di investimenti rientranti nelle cosiddette Tens (Trans European networks)», le reti di comunicazione classificate di interesse europeo dalla Commissione europea. Le operazioni di finanziamento sono state stipulate a valere sulla provvista messa a disposizione dalla Banca europea degli investimenti. Tra le infrastrutture interessate ci sono l'ampliamento dell'autostrada A4 Torino-Milano, nel tratto di 57 km compreso tra Greggio e Milano, e la realizzazione di opere relative alla mitigazione dell'impatto ambientale e della sicurezza di altre tratte gestite dal gruppo Sias, tra cui l'autostrada A5 che collega Torino ad Aosta e ai trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, e la A10, che consente il collegamento con il confine francese di Ventimiglia.
Davanti alla platea internazionale del Forum Ocse, Ghizzoni è tornato ad affrontare anche i temi delle nuove regole per le banche e dei rapporti, difficili, con il mercato. «Quale chief executive officer di una delle più grandi banche d'Europa, la fiducia e la reputazione sono definitivamente una grande sfida», in un momento in cui «resta una percezione negativa sulle banche da parte dei consumatori», ha esordito Ghizzoni. Ma per riportare la fiducia, senza la quale «non c'è crescita sostenibile», bisogna lavorare su molte dimensioni. La prima è quella delle regole, come Basilea 3, che prevede nuovi ratio di liquidità e capitale. «Queste regole possono essere discusse, ma sono necessarie e devono esser percepite come utili alla fiducia. E noi come banchieri dobbiamo promuovere questa visione», ha sottolineato il ceo di UniCredit. Poi serve più trasparenza per tutto il board e tutto il management e i rispettivi ruoli nella governance devono essere meglio definiti. Quanto alle remunerazioni, Ghizzoni ha sottolineato che mentre «nell'immaginario collettivo tutti i banchieri prendono grandi bonus, questa realtà riguarda solo poche persone».
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