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Questo articolo è stato pubblicato il 31 maggio 2011 alle ore 06:41.

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«Considerate le eccedenze di personale di oltre 10mila unità» il gruppo Intesa Sanpaolo prevede la riduzione degli organici alla fine del piano d'impresa, valido per il periodo 2011-2013, di almeno 3mila unità, la riqualificazione produttiva di almeno 5mila unità da adibire esclusivamente ad attività di sviluppo commerciale, e la riduzione del costo del lavoro di almeno 300 milioni di euro con effetto a partire dal primo gennaio 2014.
Con la lettera inviata ieri alle segreterie nazionali di Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub, Ugl Credito e Uilca Intesa Sanpaolo illustra il Piano di impresa 2011-2013 e avvia la procedura di cui agli artt.18 e 19 del ccnl dell'8 dicembre 2007.
Nella lettera si parla di obiettivi da conseguire sia in termini di redditività che in termini di crescita e sviluppo dei ricavi, che di struttura dei costi e di dimensionamento degli organici. In particolare per quest'ultimo punto si fa riferimento alla riduzione in atto delle attività di sportello e dei necessari processi di efficientamento, di riorganizzazione e di razionalizzazione riferiti alle attività commerciali, di governance, back office e sistemi informativi.
La riduzione di almeno 3mila unità verrà fatta «mediante l'applicazione delle normative di legge e contrattuali vigenti in materia», si legge nella lettera. Questo significa che «potrà anche valutarsi il ricorso – in presenza di soluzioni condivise – al Fondo di Solidarietà del settore in tutte le forme previste dal DM 158».
Per contenere l'impatto del ridimensinamento il gruppo Intesa Sanpaolo ha intenzione di accompagnare «i processi di riconversione professionale con soluzioni che, in sintonia con quanto previsto dagli artt 18 e 19 del ccnl, ne favoriscano la realizzazione», ricorrendo anche al meccanismo delle deroghe. Il piano prevede infatti di rivedere le regole convenzionali, per esempio sugli inquadramenti, «anche in deroga alle previsioni dell'art. 2103 c.c., della mobilità territoriale, degli orari, sia di lavoro che di sportello, del part time, della fruizione delle ferie e delle ex festività».
La comunicazione dell'avvio della procedura contrattuale per Massimo Masi, segretario generale della Uilca, «rimescola le ipotesi descritte nel Piano d'Impresa triennale, paventando soluzioni inique e negative per i lavoratori, senza affrontare in modo costruttivo i temi legati alla crescita dei ricavi e dimenticando uno scenario di settore in cui sono già maturate condizioni di rottura con l'Abi, in merito alla revisione del Fondo di Solidarietà e al rinnovo del Contratto Nazionale».
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LA LETTERA

La lettera che ieri il gruppo Intesa Sanpaolo ha inviato ai sindacati. Con la missiva viene avviata la procedura contrattuale per gestire la ristrutturazione e la riqualificazione che hanno portato il gruppo, considerate 10mila eccedenze, a prevedere una riduzione degli organici di 3mila unità e la riqualificazione di 5mila.

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