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Questo articolo è stato pubblicato il 11 giugno 2011 alle ore 08:17.

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I BoT restano immuni dal pericolo di contagio dell'incontenibile crisi greca. L'asta dei Buoni annuali ieri, in offerta per 6 miliardi contro i 10,1 in scadenza, ha confermato le aspettative più positive che circolavano tra traders e investitori, tranquillizzando un mercato in continua ricerca di verifiche sulla capacità dei paesi europei più indebitati di collocare agevolmente e a rendimenti adeguati i propri titoli di stato. La domanda per i BoT a 12 mesi è stata buona, perfettamente in linea con le emissioni dei mesi precedenti, mentre il rendimento lordo al 2,147 ha registrato un lievissimo aumento (+0,041 rispetto a maggio). Tutto questo però in un contesto tutt'altro che favorevole, esasperato in questi giorni dal via-vai di progetti di ristrutturazione del debito pubblico greco.
Il rischio che un default sui bond governativi greci, decretato dalle agenzie di rating o dalle clausole dei contratti dei credit default swap, possa innescare gravissime reazioni a catena su Irlanda e Portogallo, sulle banche europee, su altri stati finora non in difficoltà è elevato: ancora ieri tutti gli spread dei titoli di stato dell'eurozona periferica si sono allargati contro la Germania e il costo dei credit default swap è salito. Più colpita come al solito la Grecia, con i Cds aumentati di 25 centesimi contro i 12 del Portogallo, i 9 della Spagna e gli 8 dell'Irlanda. I cds sulla Grecia riflettevano ieri una probabilità di default del 74% con il recupero del capitale al 41 per cento. Lo spread tra il rendimento dei titoli di stato decennali degli stati dell'eurozona periferica e Bund tedeschi è aumentato nel corso dell'intera settimana (+0,70% i bond greci, +0,50% i bond portoghesi): la Spagna si è riavvicinata alla soglia dei 250 centesimi contro Bund mentre il gap nei confronti dell'Italia è salito ancora. I Bonos spagnoli sono ora proiettati verso un rendimento a quota 5,50%, con un aumento di 20 centesimi in poche sedute. Lo spread BTp-Bund è oscillato tra 180 e 184 centesimi.
Il Tesoro italiano intanto ha chiuso in tutta tranquillità l'asta BoT. Il rendimento lordo è risultato del 2,147% contro il 2,106 di maggio. Il rapporto di copertura ieri è stato di 1,71 volte (6 miliardi collocati contro i 10,234 richiesti), in linea con il rapporto di 1,7 volte di maggio, 1,73 volte di aprile e superiore alle 1,43 volte di marzo (con 7,5 miliardi collocati).
Negli ultimi mesi, stando a fonti di mercato, all'interno del gruppo dei periferici e semi-periferici il mercato ha tracciato una linea di demarcazione forte tra i titoli illiquidi (Grecia, Portogallo e Irlanda) e i liquidi (Italia e Spagna): questi ultimi hanno sofferto in maniera minore rispetto ai primi a causa dell'incremento dell'avversione al rischio causato dall'incertezza sull'evoluzione della crisi greca.
Rispetto all'Italia, ha commentato Giuseppe Maraffino di Barclays capital, «la Spagna è più sensibile ai movimenti di mercato a causa della delicata situazione fiscale delle regioni, dell'incerto outlook macroeconomico e dei problemi del settore bancario». Sull'Italia il mercato continua a essere positivo «grazie alla migliore situazione fiscale relativamente agli altri periferici e alla maggiore liquidità del mercato dei suoi titoli». Lo spread tra Italia e Spagna sulla durata dei 12 mesi del BoT collocato ieri è attorno ai 40 centesimi, molto elevato e in allargamento di 5 punti base circa nell'ultima settimana. «L'asta del BoT è andata molto bene sia in termini di domanda ma anche come livello di prezzo - ha puntualizzato Maraffino - con nessuna concessione di prezzo al mercato in asta». Questo nonostante una situazione di mercato non favorevole dovuta alla Grecia e a tensioni sul mercato del pronti contro termine.
isabella.bufacchi@ilsole24ore.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
a pag 37
La tabella dell'asta BoT

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