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Questo articolo è stato pubblicato il 21 agosto 2011 alle ore 16:12.

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Il modo più immediato per investire in una moneta forte (come è oggi il franco svizzero) è quello di aprire un conto corrente in valuta estera presso la propria banca.

Il costo è sostanzialmente quello di un tradizionale deposito bancario, cui si somma il costo del cambio monetario, ovvero lo spread tra denaro e lettera della liquidità convertita nella moneta straniera. «Va detto che non tutti gli istituti offrono un servizio simile - spiega Alessandro Capuano, direttore generale di Ig Markets - e che si tratta di un forma di investimento semplice. Che certo protegge dal rischio valutario, costituito da un eventuale crack dell'euro ma che certo non può garantire alcun rendimento in prospettiva, a meno di un nuovo rafforzamento della valuta straniera».

Strumenti finanziari che investono direttamente in valuta sono appannaggio di operatori specialisti, come gli hedge fund, quindi è difficile optare per una scelta simile. L'alternativa è quindi, in via puramente teorica, quella dei titoli di Stato in franchi svizzeri. In questo caso, tuttavia, la cronaca di questi giorni ha mostrato che una scelta simile sarebbe addirittura controproducente: i rendimenti dei titoli biennali svizzeri sono scesi su livelli negativi (-0,06%) proprio per la decisione della Banca Centrale Svizzera di attuare nuove misure per frenare la forza della moneta e bloccare i flussi di capitale verso le obbligazioni.

«Meglio, allora, guardare anche ad altre valute rifugio - aggiunge Capuano - come le corone norvegesi o il dollaro australiano. È un buon modo di diversificare il portafoglio riducendo il rischio valutario connesso all'investimento in una sola divisa».

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