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Questo articolo è stato pubblicato il 11 ottobre 2011 alle ore 06:42.

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LUGANO
«La tendenza di fondo per l'oro resta al rialzo. A fine anno la quotazione potrebbe essere attorno ai 1.800 dollari per oncia. In seguito, è destinato a salire ancora». Andrea Gentilini, esperto di investimenti in metallo giallo, senior portfolio manager della ginevrina Union Bancaire Privée (Ubp), sull'oro è rimasto rialzista anche durante la consistente correzione delle scorse settimane. Lo è tanto più ora, dopo una giornata giocata tutta al rialzo dal
metallo nobile.
Riassumiamo: una lunga cavalcata, con l'oro che supera i 1900 dollari l'oncia; una discesa rapida o addirittura vertiginosa, che fa scendere la quotazione sino a circa 1620 dollari; una parziale risalita nei giorni scorsi, con l'oro ieri sera attorno ai 1670 dollari. Con queste oscillazioni così marcate, come si fa ad essere sicuri che l'oro vada al rialzo nella prossima fase? «Le ragioni di fondo – risponde Gentilini – e tra queste le incertezze presenti sui mercati finanziari, giocano ancora a favore dell'investimento in oro. Ma se vogliamo rimanere a questi giorni, posso aggiungere altre considerazioni. In Asia, ad esempio in India e in Cina, è la stagione degli acquisti di oro fisico, tanto è vero che a Shanghai il metallo è quotato 20 dollari circa più che a Londra. Poi, se si guarda la volatilità delle opzioni sull'oro, si vede che sta scendendo, indice questo di stabilizzazione o rialzo delle quotazioni. E d'altronde anche il range di giornata delle quotazioni dirette sull'oro si sta riducendo, anche questo è un segnale».
C'è anche una semplice domanda che può sorgere spontanea: non è che l'oro sale solo perché il dollaro Usa ricomincia a scendere? «Questa – afferma il senior portfolio manager di Ubp – è la correlazione classica. Ci sono state sedute in cui salivano entrambi, ora si torna alla normalità. Ma non è questo il punto principale. L'oro ha corretto, ma tende a risalire perché gli investitori in questo quadro di mercati incerti lo richiedono».
Dunque chi sta comprando o ricomprando adesso? «Sono in molti –dice Gentilini – ma credo si possa dire che anche hedge fund e gestori professionali di fondi stanno rientrando sulla carta che rappresenta oro. Un fattore che si aggiunge agli acquisti di oro fisico in Asia». Resta sempre l'interrogativo sulle banche centrali, comprano anche loro? «È difficile dire – afferma il manager Ubp –, ma ho l'impressione che tendano a comprare. Se guardo gli annunci ufficiali, vedo che le banche centrali di Thailandia, Bolivia, Tagikistan ad esempio in agosto hanno comprato. Un altro segnale che si aggiunge agli altri».
A credere nella ripresa della corsa del metallo prezioso sono anche gli analisti di Société Générale, che pur avendo corretto al ribasso le loro stime, parlano ancora di un prezzo medio per il 2012 di 2.175 dollari per oncia (i precedenza il prezzo medio per l'anno prossimo era stato indicato a quota 2.275 dollari).
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