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Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2011 alle ore 19:10.

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La Procura di Milano ha sequestrato 245 milioni di euro a UniCredit nell'ambito dell'inchiesta sull'operazione Brontos. Si tratta di una presunta evasione fiscale commessa tra il 2007 e il 2008 con interessi travestiti da dividendi. Nella vicenda sono implicati anche anche manager di Barclays. Gli indagati sono in tutto una ventina e tra loro anche Alessandro Profumo, ex amministratore delegato della banca.

Il sequestro preventivo dei 245 milioni di euro, ai fini di una eventuale confisca, è stato eseguito nel pomeriggio dalla Guardia di Finanza in Banca d'Italia su un conto di corrispondenza di UniCredit. A disporlo è stato il gip di Milano Luigi Varanelli su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo che ha calcolato la somma sequestrata in quanto ritenuta il profitto della frode fiscale, commessa attraverso l'operazione di finanza strutturata e transnazionale "Brontos" e che ha permesso di aggirare il fisco tra il 2007 e il 2008. Per il 2009, ad indagine già in corso, l'istituto di credito allora guidato da Profumo aveva regolarmente versato le imposte dovute relativamente alle analoghe operazioni. Nell'inchiesta sono indagati una ventina di persone tra manager e funzionari di Unicredit e tre dipendenti della inglese Barclays.

UniCredit è molto sorpresa per questa iniziativa che non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quella dei propri dipendenti, ha detto il portavoce dell'istituto di Piazza Cordusio.

Della vicenda aveva scritto il Sole 24 Ore in un articolo del 16 aprile del 2009 e un altro del 5 agosto 2009. Il "piano Brontos" era un sistema per eludere il fisco ideato dalla banca inglese Barclays e proposto alle due big bank italiane: Intesa Sanpaolo, che poi ha rifiutato, e UniCredit, che invece ha modificato i termini dell'accordo. Ecco come funziona.

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