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Questo articolo è stato pubblicato il 24 ottobre 2011 alle ore 15:40.

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Ormai "è vicino" l'accordo - tra i paesi dell'area euro e gli investitori privati, prevalentemente banche - sul taglio rafforzato dei pagamenti sui titoli di Stato della Grecia. Secondo fonti comunitarie citate da France Presse potrebbe orientarsi attorno al 50 per cento rispetto al valore nominale dei bond. Intanto, oggi durante il briefing di metà giornata con la stampa, il portavoce del commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, Amadeu Altafaj ha riferito che l'intesa «è relativamente vicina».

Secondo una fonte comunitaria i governi dell'area euro, presumibilmente dietro il pressing della Germania, puntavano ad aumentare questi haircut al 60 per cento. Nel secondo piano di aiuti alla Grecia, lo scorso luglio, era stato fissato al 21 per cento circa, nell'ambito di un articolato meccanismo di scambio di titoli in cui la partecipazione dei privati veniva declamata dall'Ue come «volontaria».

A fronte di queste richieste le banche si sarebbero orientate a fare come controfferta quella di un haircut del 40 per cento, secondo un'altra fonte Ue. «Se si parla di un 60 per cento» da parte dei governi «e di un 40 per cento dalle banche, probabilmente si arriverà a una via di mezzo», spiega una fonte. Tuttavia i negoziati non sono chiusi e al momento non è stato deciso ancora nulla.

Intanto però il rafforzamento di queste ipotesi che si è avuto dopo il vertice europeo di ieri ha innescato nuovi crolli della Borsa di Atene. Pesano sia le pesanti flessioni delle banche greche, che hanno i bilanci pieni di bond del paese, sia i timori di ricadute sui vari fondi pensionistici, a loro volta pesantemente esposti al debito pubblico. Nel primo pomeriggio l'indice composito della piazza ateniese accusa un meno 5,93 per cento.

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