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Questo articolo è stato pubblicato il 16 novembre 2011 alle ore 12:04.

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Il presidente della commissione europea Jose Manuel Durao Barroso (EPA)Il presidente della commissione europea Jose Manuel Durao Barroso (EPA)

«Stiamo fronteggiando una crisi sistemica che richiede un impegno da parte di tutti e potranno essere necessarie nuove misure» Lo ha detto il presidente della Commissione Ue José Barroso all'Europarlamento a dimostrazione dell'estrema preoccupazione con cui Bruxelles sa seguendo gli avvenimenti dei mercati in questi ultimi giorni.

Lo stesso ha poi frenato su una modifica dei Trattati europei per dare più potere alla Banca centrale europea (fra cui quello di emettere nuova moneta come nelle possibilità delle banche centrali di Stati Uniti, Inghilterra, Svizzera e Giappone). La modifica dei Trattati europei per migliorare la governance «richiede tempo, dunque non può essere una soluzione immediata».

«L'euro non diventerá più forte con la frammentazione dell'Ue» ha poi aggiunto, sottolineando che la moneta unica «è il cuore dell'Europa» e per questo «non richiede nuove istituzioni». Ma in questa fase di crisi i fari sono puntati sulla crescita, senza la quale, ha concluso, «non si esce dalla crisi».

Crisi sistemica, fare di più
«Siamo ora di fronte a una vera e propria crisi sistemica che richiede un impegno anche maggiore da parte di tutti, e questo può richiedere misure utleriori e molto importanti», ha avvertito Barroso. Per questo la Commissione presenterá il 23 novembre a Bruxelles non solo l'annunciato Rapporto annuale sulla crescita, base di lavoro per il secondo semestre europeo per la preparazione delle politiche di bilancio dei 27 per il 2013, ma anche due proposte legislative per rafforzare la sorveglianza nei Paesi in difficoltá e il libro verde sugli Eurobond.

Mentre «entro la fine dell'anno» Bruxelles presenterá anche, ha annunciato il presidente dell'esecutivo Ue, una proposta per rafforzare la voce dell'eurozona a livello internazionale, prevedendo una rappresentazione unica nei forum come per esempio il G20 ma anche il Fmi.

Perché, ha ammonito Barroso, «lasciatemi essere chiaro: tutti i livelli di azione devono essere ora usati senza ritardi». È infatti una «questione di buon senso avere ora una governance economica più forte nell'eurozona e ovviamente anche nell'Ue», per cui «riforme a livello nazionale devono essere completate con strutture appropriate a livello europeo».

Il primo regolamento che Bruxelles presenterá il 23 è relativo a una «sorveglianza accresciuta degli stati membri che hanno seri disturbi finanziari o che richiedono assistenza finanziaria», e «fornirá un'interfaccia tra l'assistenza finanziaria intergovernativa e la sorveglianza basata sui Trattati Ue, portando quindi il tutto nel quadro comunitario». Il secondo regolamento, invece, ha spiegato Barroso, sará per una «sorveglianza rafforzata dei paesi Ue che sono in procedura per deficit eccessivo», stabilendo «passi graduali e condizioni per monitorare le politiche di bilancio nazionale» dando alla Commissione e al Consiglio il potere di «esaminare ex ante la bozza di bilancio» prima della loro adozione da parte dei parlamenti nazionali.

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