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Questo articolo è stato pubblicato il 30 novembre 2011 alle ore 22:10.
L'ultima modifica è del 30 novembre 2011 alle ore 14:58.

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Le banche centrali dei paesi sviluppati hanno promosso un'azione coordinata per supportare il settore finanziario globale in risposta alla crisi del debito. La Federal Reserve, la Banca del Canada, la Banca di Inghilterra, la Banca del Giappone, la Bce e la Banca Svizzera hanno raggiunto un accordo per abbassare di 50 punti base il prezzo degli attuali swap sulla liquidità in dollari Usa (che precedentemente era a 100 punti base sopra l'overnight index swap). Le nuove condizioni entrano in vigore dal prossimo 5 dicembre fino al 1 febbraio 2013.

Inoltre, la Bank of England, la Banca del Giappone, la Bce e la Banca nazionale svizzera continueranno «ad offrire aste a tre mesi fino a nuovo avviso. Come misura d'emergenza, queste banche centrali hanno inoltre convenuto di stabilire accordi bilaterali di swap temporanei di liquiditá in modo che la liquiditá possa essere fornita in ogni area in qualsiasi delle loro valute nel caso in cui venisse giustificato dal mercato».

L'azione coordinata delle Banche centrali è volta a fornire liquidità al sistema finanziario mondiale, alle prese con la crisi dei debiti sovrani in Europa, e quindi evitare un credit crunch (la stretta creditizia), spiega la Fed in un comunicato, sottolineando che «l'obiettivo di queste operazioni è di allentare le tensioni sui mercati finanziari e quindi mitigare gli effetti di queste tensioni sulla capacità da parte delle banche di erogare credito a famiglie e imprese per aiutare la ripresa economica».

Allo stato attuale, rilevano le banche centrali, «non c'è bisogno di offrire liquiditá in valute diverse dal dollaro statunitense non nazionali, ma le banche centrali giudicano prudente prendere le disposizioni necessarie affinchè le operazioni di sostegno della liquiditá possano essere messe in atto rapidamente in caso di necessitá. Queste linee di swap sono autorizzati fino al primo febbraio 2013».

Grazie a questa mossa sarà più economico per le banche europee, a corto di liquidità, trovare finanziamenti in dollari direttamente presso la Bce. I liquidity swap sono delle operazioni con cui le banche centrali in pratica si scambiano valuta pagando un tasso che fino a oggi era 100 punti base sopra l'overnight index swap e che, dal prossimo 5 dicembre sarà di 50 punti base.

Per Gregorio De Felice, capo-economista di Intesa Sanpaolo l'azione concertata delle banche centrali é «un segnale molto positivo». Perché, spiega all'agenzia Radiocor, «testimonia la volontà di fornire liquidità al mercato, in particolare alle banche europee, in difficoltà per la crisi del debito sovrano». Questa iniziativa sta già facendo scendere i rendimenti dei Bund e dei Treasuraries americani, «perché sostanzialmente equivale a dare un segnale di riduzione dei tassi».

La moneta europea è salita fino a un massimo di seduta di 1,3506 dollari per poi assestarsi attorno a 1,3450 dollari contro 1,3316 degli ultimi scambi di ieri a New York. Le borse europee intanto mettono a segno un deciso rialzo.

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