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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2011 alle ore 06:41.

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Le stime a fine ottobre erano di un totale di due miliardi. A tanto ammonta il contenzioso fra banche e Fisco, ma la cifra potrebbe salire ulteriormente. Si tratta delle contestazioni dell'Agenzia delle Entrate alla gran parte del sistema bancario italiano per "abuso di diritto". Diverse le transazioni già avvenute, ora sarebbe la volta di Intesa Sanpaolo. Dal bilancio 2010 emergeva che il contenzioso dell'istituto con il Fisco ammonta a 1,65 miliardi, cui si sommano 119 milioni come evidenziano nella relazione al 30 settembre 2011. Alla transazione con il Fisco sta lavorando la banca, ma non è dato sapere quali sono gli importi oggetti delle trattative con l'Agenzie dell'Entrate. Il consiglio di gestione di Ca' de Sass di ieri non è stato, comunque, risolutivo a riguardo.
Chi, invece, ha deciso di chiudere la partita è Banca Monte dei Paschi di Siena, che venerdì scorso ha annunciato di aver definito con l'Agenzia delle Entrate il pagamento di 260 milioni di euro, più interessi, a fronte di tutte le controversie pendenti in seguito alle contestazioni relative ad alcune operazioni di trading su azioni, perfezionate a cavallo dello stacco dividendi e operazioni di pronti contro termine su obbligazioni estere, come poste in essere in “abuso di diritto”, con conseguente disconoscimento di parte degli effetti fiscali connessi, effettuate dal 2002 al 2007. Il gruppo senese aveva un contenzioso con il Fisco per un ammontare complessivo di 1,08 miliardi di euro.
Un anno fa, invece, era stata la volta della Banca Popolare di Milano, primo istituto a patteggiare con l'Agenzia delle Entrate e decide di sanare in via stragiudiziale il contenzioso relativo a operazioni strutturate, giudicate di elusione fiscale. L'importo della transazione è stato pari a 186 milioni. In questo caso le verifiche fiscali, relative al periodo 2004-2008, avevano determinato «in 313 milioni di euro L'ammontare complessivo delle maggiori imposte richieste», oltre a sanzioni e interessi. Nel maggio scorso, poi, a giungere ad un accordo con il Fisco era stato il Credem, con una transazione da 45 milioni.
All'appello ora manca Unicredit, che ha già transato per 99,1 milioni ma solo relativi al 2005, mentre gli analisti stimano che possa arrivare un nuovo accordo con il Fisco per ulteriori 200 milioni.
L'offensiva lanciata da molti mesi dall'Agenzia guidata da Attilio Befera e dalle Procure nei confronti degli istituti di credito è destinata ad allargarsi, coinvolgendo società finanziarie e assicurazioni. Ma non solo. Si potrebbe scendere fino ai clienti di queste ultime, soprattutto Pmi e professionisti, che hanno sottoscritto strumenti finanziari "figli" di quelli contestati.
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