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Questo articolo è stato pubblicato il 17 gennaio 2012 alle ore 16:56.

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Per il rilancio dell'economia italiana servono riforme «ben disegnate e prontamente attuate». Così la Banca d'Italia nel Bollettino Economico riferendosi alle misure strutturali che il Governo Monti sta mettendo a punto per stimolare la crescita. «Se ben disegnate e prontamente attuate, stimolando la capacità potenziale di crescita del prodotto possono influenzare positivamente le aspettative dei mercati e le decisioni di spesa di famiglie e imprese» con riflessi positivi non solo sul lungo periodo ma anche sui risultati del 2012 e 2013.

Le stime sull'andamento del Pil italiano
Le prospettive dell'economia italiana restano comunque pesanti con un 2012 in pesante recessione (il Pil a -1,5%) e il 2013 a crescita zero. Questo è lo scenario con lo spread Btp-Bund stabile a circa 500 punti e restano le tensioni sul credito. Anche se «c'è il rischio che un peggioramento delle aspettative, che determini un ulteriore inasprimento delle condizioni dei mercati del debito sovrano e del credito, possa portare a una flessione più accentuata». Un ritorno dello spread fra Btp e Bund ai livelli della scorsa estate, intorno ai 300 punti, contro gli attuali 500, permetterebbe all'economia italiana di «riprendersi più rapidamente» con un calo del Pil che si all'1,2% nel 2013 e una crescita dello 0,8% nel 2013 secondo la Banca d'Italia.

L'effetto delle manovre sui conti pubblici
Le tre manovre correttive varate tra luglio e dicembre hanno ricondotto sotto controllo i conti pubblici italiani. In particolare, il Bollettino economico della Banca d'Italia stima che il rapporto tra deficit e Pil si sia collocato al 3,8% quest'anno, in netto calo rispetto al 4,6% del 2010, e in linea con le previsioni del Governo. L'incidenza del debito sul prodotto, pari al 118,4% nel 2010 si sarebbe invece collocata in prossimità del 120%, con un incremento inferiore a quello stimato per la media degli altri Paesi dell'area euro. Gli interventi consentiranno inoltre di conseguire nel 2013 un avanzo primario nell'ordine del 5% del Pil e una prima riduzione del rapporto debito/Pil. Se lo spread scenderà, Bankitalia ritiene possibile nel 2013 un ritorno del rapporto debito/Pil sui livelli registrati nel 2010 e il sostanziale conseguimento del pareggio di bilancio.

La fuga dei capitali esteri dai BTp
L'emorragia di capitali esteri dal debito pubblico italiano nei primi dieci mesi del 2011 è stata di 22,1 miliardi, a fronte di investimenti netti per 65,4 miliardi nel 2010. Per contro i residenti in Italia hanno «quasi azzerato gli acquisti netti di titoli azionari esteri (pari a 3,8 miliardi, da 41 nello stesso periodo del 2010) e hanno disinvestito obbligazioni estere per 24,9 miliardi». Di maggiore fiducia ha beneficiato il comparto azionario, con gli investitori non residenti che hanno effettuato acquisti netti di titoli azionari italiani (per 7 miliardi contro 0,7 miliardi nel 2010).

Serve la piena operatività ai nuovi strumenti europei
Secondo Bankitalia è urgente riportare la stabilità finanziaria in Europa mettendo in atto tutte le nuove regole di governo economico dell'Unione. «Negli ultimi mesi del 2011 le tensioni sul debito sovrano nell'area dell'euro si sono inasprite, estendendosi a molti paesi dell'area e assumendo rilevanza sistemica» si legge nel bollettino. La Banca d'Italia chiede a questo proposito una «urgente operatività degli strumenti europei per la stabilità finanziaria» quali i due fondi salva stati Efsf e Esm.

Allarme crediti deteriorati
Per quanto riguarda il settore creditizio, via Nazionale segnala il forte rischio che aumentino dei crediti in sofferenza a causa della contrazione dell'attività economica e l'aumento dei tassi praticati dalle banche. «L'evoluzione della qualità del credito presenta significativi rischi di peggioramento» si legge nel Bollettino che aggiunge come l'esposizione delle banche nei confronti dei debitori per la prima volta in sofferenza ha ripreso ad aumentare in ottobre e novembre raggiungendo livelli «significativamente superiori» allo stesso periodo del 2010.

Ossigeno dalle maxi-aste Bce
Tuttavia nel bollettino si segnalano gli effetti positivi che stanno registrando le misure straordinarie (le maxi-aste a 36 mesi ndr.) messe in campo dalla Bce. «La possibilità per le banche di fare ampio ricorso alle nuove operazioni di rifinanziamento - si legge nel Bollettino - attenua le difficoltà all'offerta di credito all'economia».



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