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Questo articolo è stato pubblicato il 16 febbraio 2012 alle ore 10:33.

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La Bce taglia le stime sul Pil dell'eurozona (Reuters)La Bce taglia le stime sul Pil dell'eurozona (Reuters)

Gli economisti della Bce hanno tagliato la stima sulla crescita dell'eurozona nel 2012, portandola a -0,1% da +0,8%. Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile. Per il 2013 la Ue-17 crescerà dell'1,1%, contro la precedente stima dell'1,6%. Gli economisti hanno anche aumentato la stima sull'inflazione 2012 all'1,9% dall'1,8%.

«Tensioni nei mercati del debito sovrano»
«I tassi di interesse a breve termine molto contenuti - si legge nel comunicato - e tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento del settore finanziario dell'area dell'euro sono di sostegno all'economia dell'area. Inoltre, le tensioni presenti nei mercati finanziari si sono attenuate in risposta alle misure di politica monetaria del Consiglio direttivo, ma anche ai progressi compiuti verso il rafforzamento del quadro di governance dell'area dell'euro e all'intensificazione del risanamento dei conti in diversi paesi dell'area».

Tuttavia la moderata espansione della domanda a livello mondiale, le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano dell'area dell'euro e il loro impatto sulle condizioni di credito, nonché il processo di risanamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario continuano a frenare la dinamica di fondo della crescita nell'area. «Tale prospettiva - rileva il bollettino - è soggetta a rischi al ribasso. Questi sono connessi, in particolare, alle tensioni nei mercati del debito dell'area dell'euro e alla loro potenziale propagazione all'economia reale dell'area; inoltre riguardano eventuali andamenti sfavorevoli dell'economia mondiale, rincari delle materie prime superiori alle ipotesi, spinte protezionistiche e una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali».

Peggiorano le condizioni del credito a famiglie e imprese
In dicembre tassi di incremento sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie, corretti per le cessioni e le cartolarizzazioni, hanno continuato a ridursi, collocandosi rispettivamente all'1,2 e all'1,9 per cento. Il volume dei prestiti a entrambi i settori ha registrato in dicembre una diminuzione, particolarmente pronunciata per il comparto delle società non finanziarie.

Vi sono inoltre indicazioni di un ulteriore inasprimento delle condizioni per la concessione del credito da parte delle banche, con effetti sull'offerta di prestiti in diversi paesi dell'area dell'euro alla fine del 2011 anche se la Bce rileva come non sia «ancora completamente espletato l'impatto della prima asta a tre anni sul finanziamento bancario» e la più recente indagine sul credito bancario potrebbe non darne pieno conto. Inoltre devono ancora essere attuate altre misure di politica monetaria non convenzionali annunciate in dicembre.

In rialzo il tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione nell'area euro si attesterà al 10,6% sia nel 2012 che nel 2013. Sono le nuove stime emerse dalla Survey of Professional Forecasters condotta dalla Bce. Rispetto alla precedente indagine - si legge nel bollettino dell'Eurotower - le aspettative sono state riviste significativamente al rialzo, di 0,6 punti percentuali per il 2012 e di 0,9 punti per l'anno successivo, a causa principalmente delle revisioni al ribasso dell'attività economica attesa. Le aspettative sul tasso di disoccupazione più a lungo termine (per il 2016) sono aumentate all'8,8%.

No alla rigidità del mercato del lavoro

«Dovrebbero essere ridotte le rigidità del mercato del lavoro e dovrebbe essere accresciuta la flessibilità salariale», raccomanda la Bce, sottolineando anche che «occorre realizzare riforme ambiziose e di ampia portata a favore della concorrenza nel mercato dei beni e servizi».

«I Governi operino per la sostenibilità dei conti pubblici»

«È fondamentale che tutti i paesi aderiscano agli obiettivi di bilancio annunciati per il 2012», indica la Bce. Ciò dovrebbe contribuire ad ancorare le aspettative su politiche di bilancio sane e a rafforzare la fiducia. A livello dell'Ue nonché negli ordinamenti giuridici di diversi Stati membri è in atto un rafforzamento delle regole che disciplinano la formulazione e l'attuazione delle politiche nazionali di bilancio. Questi sono passi importanti nella giusta direzione.

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