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Questo articolo è stato pubblicato il 09 marzo 2012 alle ore 17:21.

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Cosa sono le clausole di azione collettiva e quando scattano?
Per clausole di azione collettiva (Cac), si intendono le norme retrottive introdotte dal Parlamento greco per rendere obbligatorio lo scambio anche a chi non ha acconsentito, a condizione che vengano superate alcune soglie legali. Le Cac vengono messe in campo se almeno, nel caso di bond sottoposti a legislazione greca, i due terzi di un quorum del 50% degli aventi diritto al voto ne accetta l'applicazione. La cifra è dunque variabile, ma in linea teorica può bastare il 33% di 177 miliardi di euro di bond greci domestici.

La soglia di partecipazione richiesta per esercitare le Cac dei bond sottoposti a leggi internazionali varia dal 66% al 33% a seconda della legislazione ma deve essere applicata emissione per emissione. Il Governo greco ha posto però ulteriori paletti all'effettiva attivazione delle Cac in caso di raggiungimento delle soglie legali: con un'adesione sotto il 75% del totale del debito allo swap non andrà avanti con lo scambio; tra il 75% e il 90% deciderà in coordinamento con la troika (Bce, Fmi e Ue) se applicare effettivamente le Cac o tentare ancora la volontarietà per evitare di far scattare i Cds; se si supera la soglia del 90% allora lo scambio si considera volontario e il restante 10% va all'incasso senza aver dovuto pagare pegno.

Che cos'è il credit event?
Il credit event è quell'evento che determina lo scatto ("triggering") dei Cds o credit default swap, cioè derivati di assicurazione del bond di un Paese sovrano. Se un fondo o un hedge fund ha comprato bond greci è si è coperto dal rischio default, probabilmente non aderirà allo swap ellenico perché a fronte del default può esercitare i Cds, e incassare il risarcimento. I Cds sui bond greci sono pari a 3,25 miliardi di euro netti ma con un nozionale pari a 70 miliardi di euro.

Perché l'Isda ha detto no per ora nel caso greco?
L'Isda, l'associazione che determina il credit event, ha deciso recentemente che attualmente non c'è credit event nello swap della Grecia. A questo punto un fondo che si era assicurato non incasserà i Cds (almeno per ora) ma spera di portare i bond a scadenza. Ma se scattano le Cac allora arriva l'haircut del 53,5% per tutti e la partita si riapre.

Cosa prevede lo swap greco?
Lo swap, il maggiore della storia, prevede che i creditori privati (banche, compagnie di assicurazione e fondi di investimento) accettino perdite nominali pari al 53,5%, ma pari in termini reali a oltre il 74%, su una montagna di debito pari a 206 miliardi. La Grecia, che ha un debito complessivo pari a 350 miliardi, vedrebbe così ridotto a 107 miliardi l'ammontare dei crediti vantati dai privati e dovrebbe così centrare l'obiettivo di un debito al 120,5% del Pil nel 2020. Il concambio, che verrà concluso in trent'anni, prevede che i creditori ricevano nuovi bond con un valore pari al 31,5% di quelli attualmente detenuti con un tasso del 2% fino al 2015, del 3% fino al 2020 e del 4,3% fino al 2042. Ai privati verranno inoltre girati buoni biennali dell'Efsf che copriranno un altro 15% e obbligazioni legate alla crescita del Pil ellenico.

Servirà un nuovo piano di aiuti?
Sebbene il commissario Olli Rehn abbia smentito secondo alcuni commentatori tra un anno servirà un terzo salvataggio greco (dopo i 110 miliardi del primo e i 130 del secondo) a carico stavolta degli Stati europei.

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