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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2012 alle ore 08:01.

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ROMA - Il BTp Italia è decollato con il turbo ieri. Nel corso della prima di quattro giornate di asta, il nuovo BTp indicizzato all'inflazione italiana è stato richiesto e venduto per 1,562 miliardi di euro, con ordini raccolti interamente sulla piattaforma elettronica Mot di Borsa italiana-Lse, inviati tramite il trading online dell'home banking oppure per via degli sportelli bancari e postali. Trattandosi di un'emissione a rubinetto, come avviene già per il collocamento dei Buoni postali, al termine delle quattro giornate di asta il 22 marzo il Tesoro emetterà tanti titoli quanto sarà la domanda totale. Resta da vedere se dopo il primo giorno di euforia, i risparmiatori e gli investitori istituzionali continueranno ad acquistare questo titolo con la stessa intensità fino al 22 marzo: il prezzo è fisso, 100, e tutte le domande (quale che sia il giorno di conferma dell'ordine) saranno soddisfatte alle stesse condizioni.

Sta di fatto che aver superato al debutto, in un giorno, l'asticella degli 1,5 miliardi è stato considerato dal mercato un successo per il Tesoro: il BTp Italia è uno strumento strutturato e indicizzato, non semplicissimo per il piccolo risparmiatore, e il suo gradimento al grande pubblico non era scontato. Il numero delle richieste ieri ha superato quota 34.000 (per l'esattezza 34.084), con un taglio medio piuttosto basso, attorno ai 45mila euro. Secondo Pantaleo Cucinotta, responsabile debt capital markets di Banca Imi (la banca che assieme a Unicredit è stata selezionata dal Mef in qualità di dealer del collocamento e della quotazione sul secondario del BTp Italia), la domanda è stata dominata dai risparmiatori: tre quarti retail, un quarto investitori istituzionali. «Il risparmiatore ha capito bene l'opportunità che offre questo titolo, che è quella di proteggere contro l'inflazione - ha commentato Cucinotta-. È una protezione e un'opzione che ha già un valore perchè l'inflazione ora c'è».

Il BTp Italia ha per ora un tasso reale minimo garantito del 2,25% che si confrontava bene ieri con il 2,24% del BTp€i (indicizzato all'inflazione europea, tabacchi esclusi) scadenza settembre 2016. Anche quando messo a confronto con il BTp a cedola fissa scadenza 2016, che ieri rendeva sul secondario attorno al 3,35%, il nuovo BTp Italia tiene. «Quell'1% di differenza è la protezione contro l'inflazione - spiega Cucinotta -. Il rendimento del BTp Italia è in un certo senso un tasso variabile, rispetto agli altri BTp a cedola fissa: il BTp Italia paga il tasso reale che sarà fissato dal Tesoro il 22 marzo ma la rivalutazione del capitale cambia di semestre in semestre, calcolata in base all'andamento dell'inflazione». Il BTp Italia, dunque, protegge dal rialzo dei tassi d'interesse causato dalle aspettative di aumento dell'inflazione, quando invece i titoli a cedola fissa «restano al palo».
I. B.

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