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Questo articolo è stato pubblicato il 17 aprile 2012 alle ore 10:35.

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Il processo Italease si avvia verso una fase cruciale con la requisitoria dell'accusa e la richiesta delle condanne da parte del pm di Milano Roberto Pellicano. All'udienza di ieri il pubblico ministero ha chiesto due anni di reclusione per i due manager bancari di Deutsche Bank Dario Schilardi e Francesco Giuliani (ai quali è stata applicata una multa di 50 euro) e per un revisore di Deloitte & Touche, Riccardo Azzali accusati di falso in bilancio, aggiotaggio, truffa e ostacolo alla Consob.
Nel corso della sua requisitoria il pm ha parlato, tra l'altro, di «ambiguità documentale concordata idonea a nascondere il reale contenuto dell'operazione».

Immediata la reazione di Deutsche Bank che ha confermato «piena fiducia nell'integrità e nella professionalità dei suoi dipendenti e nel sistema giudiziario italiano, confidando in una risoluzione positiva del processo». Lo stesso ha dichiarato Deloitte confidando che «l'esito del processo riconoscerà la sua totale estraneità ai fatti contestati». Nel processo si sono costituiti come parti civili duemila tutti ex azionisti della finanziaria delle banche popolari, crollata nel 2007 sotto il peso di 700 milioni di euro di perdite provocate dall'uso disinvolto dei derivati.
Nell'ambito dello stesso procedimento davanti alla terza sezione penale, l'ex amministratore delegato di Italease, Massimo Faenza, ha patteggiato 4 anni di reclusione per le accuse di truffa, falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. Faenza era già stato condannato in precedenza a 7 anni di carcere (in primo grado) per associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita nel filone principale dell'inchiesta sui derivati.

Nello stesso processo condanne pesanti sono state inflitte anche ai broker Claudio Calza e Luca De Filippo, 4 anni e 4 mesi, insieme agli altri mediatori e manager della banca con condanne tra i 5 e i 2 anni. Agli imputati è stato chiesto di risarcire in solido 19,7 milioni e a Italease è stata riconosciuta una provvisionale di 30 milioni di euro. La banca successivamente si è trovata a passare dalla parte del torto quando il Gip Fabrizio D'Arcangelo ha chiesto e ottenuto una confisca da 64,2 milioni di euro e il pagamento di una sanzione di 1,8 milioni per le violazioni sulla responsabilità amministrativa delle imprese.
Resta ancora aperto il capitolo dell'ex amministratore delegato del Banco Popolare ed ex vice presidente di Banca Italease Fabio Innocenzi che sarà interrogato venerdì 20 aprile in aula al Tribunale di Milano nel corso dell'udienza preliminare relativa a uno dei filoni di inchiesta sul caso dei derivati di Banca Italease. Innocenzi è accusato di concorso in aggiotaggio e concorso in falso in bilancio: secondo il giudice la posizione ricoperta dal banchiere era tale che non poteva non capire che i contratti derivati della partecipata Banca Italease erano speculativi e pericolosi, a tal punto da portare la banca sull'orlo del disastro economico, come poi è avvenuto.

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