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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2012 alle ore 06:43.

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Continua l'allarme sulle commodities agricole. I prezzi dei future sul mais con consegna a dicembre sono cresciuti del 4,5% raggiungendo ieri i 7,73 dollari per bushel al Chicago Board of Trade, il 50% in più di metà giugno. A 7,99 dollari i prezzi spot, livello vicino ai record dello scorso settembre. Le condizioni climatiche potrebbero ulteriormente danneggiare le colture di mais e soia che già lottano con le peggiori condizioni degli ultimi 24 anni, la più lunga siccità che abbia mai colpito gli Stati Uniti e in particolare il Midwest.
È la conferma di una situazione che attanaglia da tempo i produttori cerealicoli: sulle previsioni di resa pesa la mancanza di piogge e il clima rovente. Nei prossimi dieci giorni sono attese ancora quantità di pioggia inferiori alla norma e temperature superiori alle medie stagionali nelle grandi pianure del nord statunitense e nel Midwest. I futures del grano sono balzati del 39%, complessivamente, dalla fine del settembre scorso al 13 luglio di quest'anno.
Secondo i meteorologi, piccoli rovesci (previsti tra 0,2 e 0,6 pollici di pioggia) dovrebbero arrivare verso la fine di questa settimana e l'inizio della prossima su circa il 75% dei raccolti del Midwest, fornendo un certo sollievo al deterioramento delle piantagioni. Ma non ci sarà alcuna inversione di tendenza: le condizioni climatiche, nel complesso, dovrebbero restare pressoché immutate. Le temperature aumenteranno, attestandosi tra i 90 e i 100 gradi Fahrenheit. Secondo il Commodity Weather Group (Cwg), per ancora due settimane sarà troppo caldo e asciutto in metà del Midwest, il caldo più persistente finora registrato. «Questo comporterà per oltre metà del raccolto un'impollinazione tardiva e coltivazioni soggette a stress aggiuntivo», ha detto il meteorologo del Cwg, Joel Widenor.
La siccità devastante sta decimando le colture di mais e soia e ha portato il dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, mercoledì scorso, a ridurre drasticamente le previsioni sulla produzione di mais, fino a 12,970 miliardi di bushel. Un valore in calo rispetto alle precedenti prospettive di 14,790 miliardi, e al di sotto del livello record di 13,1 miliardi prodotti nel 2009.
A pesare sui prezzi delle materie prime agricole sono anche le dichiarazioni di ieri del ministro dell'Agricoltura russo, Nikolai Fyodorov: le previsioni relative alle esportazioni di grano potrebbero essere riviste ulteriormente al ribasso, se il maltempo continua. La stima è che le esportazioni potenziali scendano a 16-18 milioni contro i 18-20 milioni previsti in precedenza.
Nel frattempo anche in India gli agricoltori si troveranno ad affrontare una sfida per sostenere quest'anno la produzione di cereali: gli agricoltori hanno dovuto piantare circa il 25% in meno di superficie a riso (a 9,7 milioni di ettari) e precipitazioni insufficienti (il 22% sotto la media) minacciano il 68% delle superfici coltivate con semi oleosi, zucchero e legumi.
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