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Questo articolo è stato pubblicato il 27 luglio 2012 alle ore 14:11.

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Lo scandalo della manipolazione dei tassi interbancari getta una pesante ombra sulle prospettive del gruppo britannico Barclays, che comunque riesce a presentare una semestrale oltre le attese degli analisti.

Nell'occasione è stato reso noto che una pioggia di cause giudiziarie per risarcimento è stata attivata da vari investitori per il caso Libor e che il direttore finanziario è sotto indagine da parte delle autorità britanniche per l'aumento di capitale del 2008 che probabilmente salvò la banca. In bilancio c'è anche un forte accantonamento per coprire gli oneri relativi alla vendita irregolare di prodotti derivati alle Pmi britanniche. Intanto Barclays rivela di aver ridotto del 27% l'esposizione sul debito sovrano italiano.

I conti della semestrale. Il bilancio del primo semestre è andato meglio del previsto e oggi il titolo in Borsa sta reagendo positivamente. I profitti lordi "underlying" sono saliti del 13% a 4,2 miliardi di sterline. L'utile lordo "statutory" si è però contratto del 71% da 2,64 a 759 milioni di sterline, dopo oneri per 2,94 miliardi. Bene l'investment banking, con proventi in progresso del 4% a 6,496 miliardi di sterline.

L'esposizione verso l'eurozona. Barclays ha reso noto di avere ridotto nel semestre l'esposizione verso il debito sovrano di Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia e Cipro del 22% a 5,6 miliardi di sterline. Il calo dell'esposizione verso il debito sovrano italiano è stato del 27% a 2,551 miliardi di sterline. A livello di debito corporate, Barclays è esposta verso la Spagna per il doppio rispetto all'Italia (5,1 contro 2,5 miliardi di sterline), mentre nei mutui immobiliari è più presente da noi che nel paesi iberico (15,4 miliardi contro 13,6). Comunque il gruppo ha ridotto del 5% i prestiti al retail e del 13% quelli alle aziende in Spagna, Italia e Portogallo.

Scandali e inchieste. La società ha reso noto che sono state attivate da investitori una serie di cause giudiziarie in relazione alla sua ammissione di responsabilità nella manipolazione dei tassi Libor. Intanto scoppia un altro caso: il direttore finanziario Chris Lucas e altri tre top manager risultano sotto indagine da parte delle autorità di regolamentazioen britanniche in relazione all'aumento di capitale da 7,3 miliardi di sterline del 2008 condotto con investitori del Medio Oriente.

Si trattarebbe in particolare nella questione delle commissioni pagate, su cui non ci sarebbe stata trasparenza. Non è tutto: la banca ha accantonato ben 450 milioni di sterline per coprire l'onere relativo alla vendita irregolare di prodtti derivati alle piccole e medie imprese, con un comportamento disinvolto che aveva coinvolto varie banche (la britannica Fsa aveva raggiunto una intesa con vari istituti perché rimediassero). In proposito, la stessa banca ha reso noto che il costo finale non è ancora quantificabile. Ma certo sarà trascurabile rispetto al potenziale di risarcimenti connessi al caso Libor.

Alla ricerca di nuovi capi. Il chairman dimissionario Marcus Agius ha sottolineato che la ricerca di un nuovo ceo è in corso e si dovrebbe concludere in tempi brevi, dopo le dimissioni forzate di Bob Diamond per il caso Libor. Prima pero' dovrebbe esere trovato un nuovo chairman. Intanto Angius ha difeso il modello di banca universale: non c'è intenzione di cedere l'investiment banking, che tra l'altro nel semestre è andato meglio rispetto a rispetto alla performance di varie altre banche d'affari concorrenti

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