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Questo articolo è stato pubblicato il 05 ottobre 2012 alle ore 18:41.

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Alessandro Proto (Ansa)Alessandro Proto (Ansa)

Alla fine l'arresto è arrivato. Per Alessandro Proto, il rampante finanziere di 38 anni che dice di vantare relazioni finanziarie di alto livello con grandi investitori stranieri, il copione sembrava ormai segnato da qualche tempo. Così oggi i finanzieri si sono presentati puntuali con il mandato di cattura.
Il suo nome era salito agli onori della cronaca dopo l'annuncio, da parte del raider, di aver racimolato quasi il 3% di Rcs Mediagroup grazie ai capitali di alcuni investitori stranieri.

Sui nomi di questi ultimi Proto non ha mai voluto giocare a carte scoperte. «Due sono indiani, c'è un americano e un brasiliano: fra loro c'è un patto», aveva detto il raider. Così intorno alla vicenda Proto-Rcs si era creato una sorta di mistero, anzi, per alcuni una vera barzelletta, vista la variegata provenienza dei pseudo-investitori. Nel frattempo, il titolo Rcs in Borsa saliva spinto dalle speculazioni sul possibile rastrellamento in corso. E forse così si spiega anche l'ipotesi di accusa per la quale Proto è stato arrestato: manipolazione del mercato e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. Quindi imputazione diversa da quella per la quale è indagato alla Procura di Lugano, cioè riciclaggio di denaro.

Proto, del resto, è salito agli onori della cronaca nell'ultimo anno e mezzo proprio per i suoi raid sull'editoria e sui media. Proprio in questi giorni avrebbe chiuso un accordo per rilevare per 400mila euro Pubblico, il giornale di Luca Telese in difficoltà. E, per mettere altra legna sul fuoco, ieri aveva rilanciato con il desiderio di rilevare anche la sede del Corriere della Sera in via Solferino. «Ci potrei anche trasferire i giornalisti di Pubblico», la sua chiosa finale.

Ma Proto ha provato anche a comprare La7, con un'offerta da 150 milioni (ovviamente non suoi) alla quale a suo dire non si poteva dire di no, prendendosela con l'advisor Mediobanca che non gli avrebbe concesso di entrare nella procedura organizzata da Telecom Italia. E poi, a suo dire, ci sarebbe stata anche una puntata su L'Espresso di un paio di mesi fa e quella su Mediaset di 8 mesi fa. Tutte operazioni sotto il 2%: quindi invisibili. Vero o false è impossibile da dimostrare.

Ma per Proto prima ancora c'erano state le incursioni nel mondo delle banche: su UniCredit dove dice lui stesso: «I miei investitori sono entrati e usciti subito dopo». Ma c'è anche l'investimento in Mps (recentemente si è parlato anche di un suo possibile coinvolgimento nelle operazioni in derivati condotte da Gianluca Baldassarri) e il tentativo di incontro, fallito, con la Fondazione senese per aiutarli a diluirsi. Con la ciliegina sulla torta: un esposto da parte di Mediobanca per falso in scrittura privata in occasione del collocamento del 10% di Tod's, in cui Proto avrebbe, a suo dire, acquistato il 2,8%.

Per non parlare della compravendita di immobili per Vip o presunti tali (l'ultimo è il mandato a vendere la villa di Cannes dei Berlusconi, a suo dire). Insomma un fiume in piena, un vulcano di iniziative per un un giovane uomo che ha cominciato vendendo faticosamente enciclopedie della Garzanti.

Poi l'incontro fortunato: «Una persona che conta (niente nomi anche qui) ha visto in me ambizioni e talento e la mia vita imprenditoriale è cominciata», narra Proto. «Mi sono dato da fare, ho costituito e chiuso società». E poi continua: «Vendo la mia persona ad altre persone che cercano buoni investimenti». Detta così suona ambigua, ma alla domanda su come definerebbe la sua attività precisa: «Siamo una società di consulenza, che opera a 360 gradi. Vuoi costituire società all'estero? Noi ci siamo. Vuoi aprire un trust? Eccoci. Vuoi investire in società quotate, in Pmi che non hanno credito, in immobili? eccoci».

Il suo network spazia da Milano, a Lugano, a Londra, a Parigi a New York.
Questi gli uffici della Proto Organization che ha sede legale al 289-297 di Ballard Lane a Londra. Ma niente numeri, niente bilanci, niente di niente sul giro d'affari della sua rete. Alla domanda sulla sua consistenza patrimoniale dopo tanto attivismo, Proto risponde secco: «Non vedo l'utilità di diffondere questi dati sulla mia attività. Non siamo indebitati». Del resto Proto non mette soldi suoi. I 30 milioni per il 2,8% di Rcs appartengono ai misteriosi (per ora) 4 nuovi investitori stranieri. E così via per tutti gli altri investimenti. Lui consiglia, suggerisce: «È da un anno che caldeggio l'ingresso in Rcs. Da qui al 2015 vedo un incremento dei valori del titolo».

Di Proto alla Camera di Commercio non c'è nulla. O meglio c'è la società degli esordi, la Gruppo Europeo Investimenti, una srl da 10mila euro di capitale sociale fondata nel 2002 e «poi – dice Proto – liquidata». Per il resto c'è quasi un proclama sul suo sito. «Entusiasmo e aggressività», è la filosofia aziendale declamata dalla Proto Organization. «Entusiasmo nell'alzarci la mattina con la voglia di fare... ». Una vitalità che si è scontrata oggi con gli uomini della Guardia di Finanza di Milano che lo hanno prelevato per portarlo a San Vittore.

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