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Questo articolo è stato pubblicato il 05 dicembre 2012 alle ore 20:20.
L'ultima modifica è del 05 dicembre 2012 alle ore 19:40.

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L'amministratore delegato di Saipem Pietro Franco Tali. (Emblema)L'amministratore delegato di Saipem Pietro Franco Tali. (Emblema)

Lo scandalo sulle presunti tangenti Sonatrach investe i vertici di Saipem: dimissioni del vicepresidente e Ceo, Pietro Franco Tali, e sospensione cautelare del chief operating officer dell'area Engineering&Construction, Pietro Varone. Come da previsioni, il cda di Saipem ha portato alla decapitazione dei vertici operativi dell'azienda in seguito alle indagini sul caso Algeria. La vicenda però ha determinato anche un avvicendamento all'interno di Eni: si è dimesso infatti il cfo del Cane a sei zampe, Alessandro Bernini,con un passato alla Saipem, sostituito da Massimo Mondazzi.

Nel corso del cda, Tali ha rimesso l'incarico dichiarandosi «convinto che l'attività della società si sia sempre svolta nel rispetto delle leggi applicabile, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e che la società si difenderà nelle sedi opportune». Tali, precisa la nota, non é coinvolto nell'indagine. La carica di Ceo e la responsabilità dell'Engineering&Construction vengono affidate al consigliere non esecutivo Umberto Vergine.

I dossier al centro dell'inchiesta algerina sarebbero tre: il primo riguarda una contratto da 580 milioni di dollari siglato da Sonatrach con Saipem per la realizzazione del gasdotto GK3. Il secondo riguarda un contratto con il gruppo tedesco Contel Funkwerk Plettac da 142 milioni di dollari. Il terzo fascicolo da più di 100 milioni di dollari con la società americana Ccic riguarda il restauro della sede della direzione generale della società algerina.

Stando a quanto riportano i giornali algerini, il contratto per realizzazione del gasdotto GK3, siglato in giugno da Saipem, sarebbe stato ottenuto dalla società italiana «in condizioni dubbiose» in cambio di «servizi» o «commissioni». Il contratto firmato in giugno da Saipem prevede la realizzazione chiavi in mano del gasdotto GK3 - lotto 3, che riguarda l'ingegneria, l'approvvigionamento di materiali e la costruzione (EPC, engineering, procurement and construction) di un sistema di trasporto del gas naturale.

Il lotto 3 consiste in un sistema di gasdotti del diametro di 48 pollici che collegherà la località di Mechtatine a Tamlouka nel nord est del Paese e da qui proseguirà verso due località situate sulla costa nordorientale algerina, Skikda ed El-Kala, per una lunghezza totale di circa 350 chilometri. I lavori, secondo il contratto, sarebbero dovuti essere completati in un periodo di 26 mesi. Il progetto GK3 nel suo complesso permetterà a Sonatrach di aumentare la propria capacità di trasporto di gas fino a raggiungere i 9 miliardi di metri cubi l'anno al fine, tra l'altro, di assicurare l'approvvigionamento del futuro gasdotto GALSI che collegherà l'Algeria all'Italia attraverso la Sardegna e del nuovo treno di liquefazione di gas naturale (Gnl) di Skikda e di due centrali elettriche.

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