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Questo articolo è stato pubblicato il 17 gennaio 2013 alle ore 07:53.

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Dopo una seduta sulle montagne russe, l'indebolimento dello yen rispetto alle principali valute ha permesso alla Borsa di Tokyo di tirare uin sospiro di sollievo. L'indice Nikkei ha così chiuso sostanzialmente invariato (+0,1% a 10.609,64) dopo aver segnato nel scorso della seduta una perdita dell'1,6%, dopo aver lasciato sul terreno il 2,6% mercoledì proprio sull'onda delle preoccupazioni legate alla rivalutazione dello yen.

A risollevare il tono dell'azionario è stata a metà seduta l'inversione di rotta dello yen che dopo una prima parte ancora al rialzo ha ceduto terreno chiudendo in calo dello 0,3% a quota 88,6 per un dollaro. La rivalutazione della valuta nipponica ha l'effetto di rendere meno competitive le esportazioni giapponesi e di ridurre i profitti degli esportatori quando reimpatriati.

In evidenza a Tokyo il titolo Sharp che ha chiuso la seduta con un balzo dell'8,9% a 343 yen sull'onda delle voci di un possibile accordo per l'ingresso sul ricco mercato cinese: secondo alcune indiscrezioni il produttore nipponico, che tra l'altro fabbrica gli schermi Aquos,sarebbe vicino alla cessione di un impianto di produzione di televisioni alla cinese Lenovo Group in cambio di una joint venture per la commercializzazione delle tv in Cina.

Sempre deboli, al contrario, i titoli legati al Dreamliner, il jumbo jet di Boeing che è stato fermato a terra in diversi Paesi in seguito ai problemi registrati nell'ultima settimana. GS Yuasa Corp, produttore di batterie per il 787, ha perso un altro 5% dopo che la Federal Aviation Administration ha ordinato un esame sulla sicurezza delle batterie .

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