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Questo articolo è stato pubblicato il 29 gennaio 2013 alle ore 13:53.

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ROMA - Gli strumenti subordinati convertibili in azioni che saranno emessi dal Montepaschi di Siena e sottoscritti dal Tesoro, per rafforzare il Core Tier 1 della banca con intervento pubblico in base ai criteri stabiliti dalla Commissione europea e dall'Eba (European banking authority), sono "ibridi" perchè mettono assieme caratteristiche obbligazionarie e azionarie e anche perchè si ispirano a nuove formule europee e vecchi prodotti nazionali come i Tremonti-bond.

I cosiddetti Monti-bond, infatti, come suggerito dalla Commissione europea e come già fatto nelle ristrutturazioni bancarie in Inghilterra e Spagna, consentono all'emittente di non pagare gli interessi sui prestiti subordinati già in circolazione quando è possibile esercitare l'opzione di non pagamento. Come i Tremonti-bond, non hanno scadenza, sono titoli perpetui. E infine, prevedono il pagamento degli interessi - in mancanza di utile o per la parte non coperta dagli utili - in azioni al valore di mercato e non di libro.

I Monti-bond sono strumenti "pari passu" con le azioni quindi prima di intaccare il capitale circolante nei subordinati in caso di insolvenza la banca azzera il capitale formato da queste convertibili e dalle azioni. L'arrivo dei Monti-bond comunque riguarda indirettamente i detentori dei titoli subordinati del Montepaschi, già emessi per oltre 5 miliardi: soprattutto quelli più vicini all'equity che concorrono al Tier 1 e che hanno cedole non cumulative (quelle non pagate dall'emittente e perse per sempre dall'investitore) con opzione che riconosce all'emittente la facoltà di non pagare gli interessi. Ebbene, la norma sui Monti-bond, così come stabilito dalla Commissione e solo a condizioni predefinite, obbliga la banca emittente a esercitare l'opzione in suo possesso per non pagare gli interessi sui vecchi subordinati.

Diverso è il caso dei subordinati Upper Tier 2 con cedole cumulative (quelle non pagate vengono corrisposte in futuro e non sono perse), che di norma non concedono all'emittente la facoltà di evitare il pagamento delle cedole. Su questi titoli non c'è impatto diretto. Tuttavia il Montepaschi, in caso di necessità, potrebbe lanciare un'offerta di rimborso anticipato sui subordinati Upper Tier 2 (ibridi meno vicini alle azioni). «La cancellazione degli interessi sugli strumenti ibridi di patrimonializzazione, nei casi in cui l'emittente ha facoltà di farlo, è già successa nella ristrutturazione delle banche inglesi e della spagnola Bankia - ha ricordato John Raymond, analista per le banche di CreditSights - Le cedole degli strumenti ibridi con questa opzione non sono state pagate e questo è quanto prevedono anche i Monti-bond, ma è normale, ed è nelle norme varate dalla Commissione Ue». Resta da vedere in prospettiva quale potrebbe essere l'impatto sugli strumenti Upper Tier 2 del Montepaschi: «La banca potrebbe decidere di seguire l'esempio di Bankia e rimborsare anticipatamente questi subordinati a un prezzo superiore a quello di mercato - sostiene Raymond -. L'adesione degli investitori sarebbe solo su base volontaria, come prevede la legge: la banca fa un profitto, perché compra un subordinato sotto la pari che ha valore di libro 100 e usa il profitto per rafforzare il capitale». In alternativa, per costringere i sottoscrittori dei bond subordinati di MPS ad accettare un buy-back, in Italia occorre una nuova legge.

Inoltre i Monti-bond, così recita il prospetto, «se non convertiti o riscattati, scadranno e saranno rimborsati alla data di scadenza della società»: sono quindi classici perpetui, concorrono al Core Tier 1 e sono pari passu con le azioni. Lo stesso valeva per i Tremonti-bond: come disposto dal prospetto pubblicato nella G.U. del 7 marzo 2009 n. 55, «se non precedentemente convertiti o riscattati, scadranno o saranno rimborsati alla scadenza della società», a seguito di liquidazione volontaria, coatta o altra procedura concorsuale.

Un altro aspetto dei Monti-bond riguarda una caratteristica non standard rispetto al passato ma prevista dall'Eba e dalla Commissione europea per le banche che non riescono a rafforzare il capitale al 9% del Core Tier 1 ricorrendo al mercato con aumenti di capitale o altro e hanno bisogno dell'aiuto dello Stato: in caso di bilancio in rosso o con utili che non coprono l'intero importo degli interessi sulle convertibili subordinatevendute al Tesoro, il Montepaschi potrà pagare le cedole in azioni «calcolato come media del prezzo di riferimento nei 10 giorni di Borsa consecutivi precedenti la data del Cda».

Il prospetto chiarisce quindi questo punto: è stata scartata l'ipotesi del pagamento in azioni a valore di libro, un'eventualità che avrebbe potuto portare il Monte a pagare gli interessi con azioni valutate a un prezzo superiore a quello di mercato.

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