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Questo articolo è stato pubblicato il 03 febbraio 2013 alle ore 19:28.

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Ottone Rosai, "Giocatori di toppa", 1928Ottone Rosai, "Giocatori di toppa", 1928

Neanche l'arte ha messo d'accordo la Banca Monte dei Paschi e la sua Fondazione. Perché il disegno della capogruppo è stato continuare a favorire il collezionismo di opere legate alla storia di Siena anche in competizione con gli acquisti d'arte della Fondazione. Sì perché l'arte è considerata il fiore all'occhiello di questa banca che in occasione di visite illustri ha sempre aperto le sale di Rocca Salimbeni per mostrare i maestri senesi dai fondi oro di Pietro Lorenzetti (XIV secolo) al Sassetta (XV) fino a Beccafumi (XVI), da Rutilio Manetti e Bernardino Mei (XVII) a Giuseppe Zocchi (XVIII) e dai pittori dell'Ottocento - con l'acquisizione della Banca Toscana - alla sua collezione del 900 con Morandi e De Pisis, oggi in mostra a Palazzo Te a Mantova (fino al 24 febbraio).

Nella seconda metà degli anni Ottanta, la Banca ha acquistato in modo continuo importanti capolavori d'arte di scuola senese seguendo una linea ben precisa: evitare la "fuga" di dipinti o sculture dal territorio senese e riportare a Siena opere che erano, per motivi diversi, ormai "emigrate" fuori dai confini della città. Anche la Fondazione Bmps, che ha nei suoi scopi statutari l'arte e la cultura, dal 2004 fa acquisti per riportare a Siena l'arte rapita. Così la ritroviamo nel gennaio 2010 battere da Sotheby's a New York il «Reliquiario Madonna col Bambino» dell'artista senese Francesco di Vannuccio per 1.022.500 dollari, diritti compresi. E acquistare la "Madonna col Bambino di Segna di Bonaventura", capolavoro della pittura senese del primo Trecento di Segna di Bonaventura. La tavola, in origine una pala d'altare, è tornata a Siena dopo aver fatto parte di collezioni private a Firenze e Venezia, passando poi per Milano, le Filippine e New York.

Questa competizione rappresenta un'anomalia rispetto ad altre banche e fondazioni, commentano gli art advisor, ma anche rispetto ad altri istituti di credito che hanno trasferito alle Fondazioni tutto il patrimonio artistico. Nemmeno la collezione contenuta nel Palazzo Chigi Saracini (sede dell'Accademia musicale chigiana), vincolata dallo Stato e dal lascito legatario, è stata trasferita alla Fondazione Mps.
La raccolta contiene le opere di maggior prestigio – per un valore di circa 70 milioni - sebbene il vincolo non consenta di quantificare un reale valore commerciale.
Tutta la raccolta di valore museale si divide in tre gruppi: oltre alla collezione Chigi Saracini di opere d'arte senese dal 300 al 700, una seconda parte, meno cospicua da un punto di vista economico, ma interessante dal punto di vista storico, contiene le opere commissionate dalla banca nel corso dei secoli a partire dal 1481 con la pittura murale della "Madonna della Misericordia" di Benvenuto di Giovani del Guasta, oggi nella sala di rappresentanza del Presidente. Amplieranno la collezione poi le opere realizzate per il concorso Lazzeretti.

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