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Questo articolo è stato pubblicato il 13 febbraio 2013 alle ore 21:42.

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Le decisioni di bilancio prese dall'Italia dopo novembre 2011 hanno convinto i mercati e fatto scendere i tassi: lo scrive il commissario agli affari economici Olli Rehn in una lettera inviata a i ministri delle finanze
della Ue.

"I tassi sui titoli italiani a dieci anni erano al 7,3% a novembre 2011, ma scendono al 5% a marzo 2012, perche' i mercati sono stati convinti dalle decisioni prese sui conti pubblici" dal governo, sostiene il commissario, puntualizzando che "solo nel primo anno una caduta di 100 punti nei tassi ha portato a un risparmio per l'Italia di 3 mld di euro".

Per quanto riguarda il risanamento dei conti pubblici in Europa, Rehn sottolinea come i paesi che si sono impegnati concretamente sul fronte del consolidamento dei conti con misure strutturali di risanamento potrebbero beneficiare di un'estensione dei tempi per il rientro del deficit in caso di peggioramento improvviso del trend di crescita. Sottolineato come il dibattito in corso sull'impatto dei piani di austerità sulla crescita non stia contribuendo a ricreare una situazione di fiducia a livello europeo, Rehn apre a una possibile revisione dei tempi caso per caso. «I programmi di consolidamento dei conti di ogni paese - scrive - sono dettagliati in termini cosiddetti strutturali il che significa al netto degli effetti del ciclo di business e delle misure una tantum sul budget. Se la crescita dovesse deteriorare inaspettatamente, un paese potrebbe ricevere del tempo aggiuntivo per correggere il proprio deficit eccessivo purché abbia fornito lo sforzo fiscale strutturale concordato». La lettera non nomina la Francia, che proprio oggi per voce del primo ministro Ayrault ha ammesso la possibilità che quest'anno il deficit non scenda al 3% del Pil, ma ricorda come Spagna, Portogallo e Grecia hanno già beneficiato di una simile dilazione dei tempi.

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