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Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2013 alle ore 13:11.
L'ultima modifica è del 04 aprile 2013 alle ore 15:01.

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«La graduale ripresa attesa nella seconda metà dell'anno è soggetta a rischi». Così il governatore della Bce nelle prime battute del discorso al termine del board che ha lasciato invariati i tassi allo 0,75%. Lo stesso ha però detto che la Bce è sempre «pronta ad agire sui tassi. Analizzando le misure di politica monetaria non standard adottate altrove «la Bce terrà conto delle misure varate in altri Paesi» per capire quali siano applicabili al contesto dell'Eurozona e quali no. Dopo Cipro siamo «ancora più determinati a difendere l'euro». È «essenziale» che i governi dell'Eurozona «intensifichino le riforme strutturali» e «proseguano con il consolidamento fiscale e la ristrutturazione del sistema finanziario».

«Debolezza nell'economia dell'Eurozona»
I recenti dati economici sulla congiuntura dell'Eurozona «confermano una fase di debolezza dell'economia anche nei primi mesi del 2013, mentre nel prosieguo la congiuntura dovrebbe beneficiare della ripresa dell'export e della politica monetaria accomodante in Europa, permettendo una ripresa graduale nella seconda parte dell'anno». La Bce «continuerà a fornire liquidità a tasso fisso e volume illimitato» al sistema bancario dell'Eurozona e la politica accomodante «continuerà fino a quando sarà necessario». Il miglioramento «significativo» dei mercati finanziari «si farà sentire anche sull'economia, malgrado le recenti incertezze», ha detto Draghi, permettendo «una stabilizzazione dell'economia» e la successiva ripresa graduale.

Agire su debiti pregressi
«In alcuni paesi» dell'area euro «l'azione più forte che può essere fatta dai governi è quella di pagare i debiti pregressi». Su interventi di questo tipo «la Bce non può sostituirsi ai governi».

Sui tassi
In merito ai tassi Draghi ha detto che sul Consiglio direttivo della Bce «ha avuto una discussione molto ampia oggi, si è parlato anche di tassi, ma il consenso è stato quello di non toccarli».

Caso Cipro
È «cruciale» che l'Europa attui «velocemente» non solo il meccanismo comune di sorveglianza sulle banche, ma anche quello che prevede la possibilità di ristrutturarle e gestire i fallimenti a livello comune. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, riferendosi all'esperienza di Cipro su cui ha dichiarato che «non è un modello per il futuro. Credo che il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem sia stato frainteso». L'ipotesi di un prelievo forzoso sui conti bancari di Cipro che coinvolgeva anche i depositi garantiti, quelli inferiori ai 100.000 euro «non è stata una cosa furba» e fortunatamente «è stata corretta il giorno dopo e non è tornata».

La telefonata del Quirinale
«No comment» su tutte le questioni che riguardano l'impasse politica in Italia e le possibili ripercussioni sull'Eurozona e sui mercati finanziari. In quanto alla telefonata dal Colle, Draghi ha detto di «aver ricevuto una telefonata e ho risposto, è quello che farebbe chiunque» senza però voler commentare in alcun modo sui contenuti.

La ricapitalizzazione delle banche
Per le banche in crisi «è necessario che venga messo in piedi dall'Unione Europea un meccanismo di risoluzione, di ristrutturazione e di ricapitalizzazione».

La Bce lascia i tassi allo 0,75%
La Banca Centrale Europea ha mantenuto allo 0,75% i tassi d'interesse. L'annuncio giunge a poche ore dalla decisione della Banca d'Inghilterra di lasciare invariato il suo tasso chiave al minimo record dello 0,50% e non modifica il piano di acquisto bond da 375 miliardi di sterline.

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