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Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2013 alle ore 13:40.

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Giovanni Tamburi (Imagoeconomica)Giovanni Tamburi (Imagoeconomica)

Il re francese dell'arredamento di lusso finisce in mani italiane. Il banchiere d'affari Giovanni Tamburi, secondo quanto riferito da alcune indiscrezioni di mercato, ha comprato Roche Bobois, storico marchio parigino, oggi un leader mondiale nel design di alta gamma. La banca d'affari milanese, come anticipato stamattina dal Sole 24 Ore, ha rilevato il 20% della catena, che ha aperto nel corso degli anni 335 negozi in 40 paesi al mondo (in Italia conta 17 showroom da Torino a Bari, 267 in Europa e 27 negli Stati Uniti).

Ieri Tamburi era a Parigi proprio per siglare l'accordo e oggi in tarda mattinata è arrivato l'annuncio al mercato. Non è al momento noto l'ammontare dell'investimento, ma si potrebbe ipotizzare attorno agli 80 milioni sulla base del fatturato. Roche Bobois, fondata dai Roche a fine ‘800 e poi nel 1950 unitasi alla famiglia Couchan con l'acquisto del vecchio teatro Alexander Dumas a Parigi, è oggi un big da 530 milioni di euro di ricavi (inclusi i negozi in franchising). Due anni fa è morto il patron Philippe Roche e questo ha prbabilmente aperto la strada al riassetto azionario di un gruppo sostanzialmente rimasto familiare fino a oggi: metà del capitale, custodito dalla holding Furn-Invest, è ancora in mano alla famiglia Roche, un altro 25% lo detiene la famiglia Chouchan e un 25% è di proprietà del colosso bancario Bnp-Paribas. E proprio dalla banca francese e da altri fondi di private equity con quote di minoranza (Azulis Capital e Sigefi) che Tamburi ha rilevato le quote.

Nella settimana in cui pezzi di Made in Italy hanno preso la via della Francia (la storica azienda di porcellane Richard Ginori salvata da Gucci che è del colosso Ppr; e la casa di gioielli Pomellato, anch'essa comprata dalla Ppr del finanziere Francois Pinault), ecco un sussulto nazionalista nel lusso. Stavolta è l'Italia che fa shopping Oltralpe e non è solo terra di conquista delle griffe parigine.

Navigato veterano di Piazza Affari, Tamburi si è ritagliato il ruolo di talent-scout e investitore contrarian. La sua Tip (Tamburi Investment Partners) è una boutique finanziaria (e un mini-salotto buno di quella imprenditoria italiana laboriosa ma defilata: dalla famiglia bolognese Seragnoli, che ha costruito un impero sulle bustine da thè, a quella milanese Baggi Sisini, i proprietari della storia Settimana Enigmistica e azionisti della Vittoria Assicurazioni) che ha costruito una galassia di partecipazioni focalizzata sulle Pmi. In portafoglio Tip ha il meglio delle multinazionale tascabili italiane quotate, da Interpump a Datalogic. In più è il maggiore azionista singolo del colosso Prysmian, unica sua inev tra le big cap di Piazza Affari. Con Roche Bobois, Tamburi esce per la prima volta dall'Italia e debutta all'estero.

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