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Questo articolo è stato pubblicato il 27 agosto 2013 alle ore 10:20.

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Cristina Fernandez de Kirchner (Afp)Cristina Fernandez de Kirchner (Afp)

Buenos Aires va al contrattacco sui tango bond con toni più concilianti e pragmatici. Il presidente di Buenos Aires, Cristina Kirchner è corsa ai ripari contro l'ultima sentenza sfavorevole e ha annunciato l'apertura di un terzo piano di ristrutturazione del debito tramite lo swap dei titolo per i creditori ancora in possesso di un buon 7% di cosidetti 'tango bond' che non hanno aderito alle precedenti ristrutturazioni lanciate dopo il default del 2001.

Perchè questa mossa difensiva? Se l'Argentina si rifiutasse di saldare il debito per intero con i suoi debitori che non hanno accettato lo swap, la sentenza americana per ritorsione potrebbe consentire di bloccare il pagamento all'estero per il 93 per cento degli obbligazionisti che invece hanno accettato ristrutturazioni nel 2005 e nel 2010 che hanno dato loro meno di 30 centesimi per dollaro. Un duro colpo per i risparmiatori che hanno accettato la ristrutturazione a favore degli hedge fund che invece hanno acquistato e dato battaglia per avere tutto il capitale nominale.

Buenos Aires così cerca di chiudere la partita con quel 7% di risparmiatori che non ha ancora aderito alla ristrutturazione per evitare altre cause aprendo al terzo swap, uscire dall'isolamento finanziario internazionale e infine cercare di chiudere la partita con gli hedge funds. In un appello diretto alla Corte Suprema degli Stati Uniti, la Kirchner ha esortato i giudici di ribaltare la decisione, che ha avvertito potrebbe minare le future ristrutturazioni del debito sovrano.

L'iniziativa del governo argentino arriva pochi giorni dopo che la Corte d'Appello di New York si é espressa a favore di un gruppo di fondi speculativi titolari dello 0,45% del debito argentino che avevano rifiutato di aderire alle ristrutturazioni del 2005 e del 2010, obbligando l'Argentina a risarcire l'integrale rimborso di tutto il capitale nominale dei bond argentini andati in default, pari a 1,33 miliardi di dollari ma aprendo però la strada ad altre richieste simili per la disparità di trattamento, tra cui anche i risparmiatori italiani.

L'applicazione di questa sentenza é sospesa in attesa della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti. La Kirchner ieri in un discorso televisivo ha annunciato la contromossa: «Invieremo una proposta di legge al Congresso per aprire un terzo piano per lo scambio di debito per il 7% che non ha aderito alla ristrutturazione nel 2005 e nel 2010». L'Argentina nel 2005 e nel 2010 ha raggiunto con i suoi creditori un accordo per lo swap con nuovi bond di quasi il 93% del suo debito, ottenendo uno sconto del 70 per cento.

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