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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2013 alle ore 07:24.

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Con il boom delle polizze rischio di nuove delusioniCon il boom delle polizze rischio di nuove delusioni

Siamo diventati tutti da assicurare? C'è un'improvvisa presa di consapevolezza degli italiani nei confronti delle incertezze della Vita? Magari, verrebbe da rispondere. La verità è che le banche devono aumentare la loro redditività e, visti i bassi margini dell'attività tradizionale, non resta che puntare sulla vendita di prodotti finanziari (fondi e soprattutto polizze) che garantiscono laute commissioni. Alcuni gruppi ricevono anche il 95% dei costi gravanti sul premio, con un evidente conflitto d'interessi.

I dati parlano chiaro. Nei primi 7 mesi dell'anno le associate Ania registrano una nuova produzione di 46 miliardi (+28%). Il canale bancario e postale pesano per il 75% sulla raccolta totale. C'è quindi un nuovo pressing agli sportelli, nonostante la bassa remunerazione prospettata, sulle polizze di ramo I (le rivalutabili) che sono le più vendute (73% del totale). Strumenti sicuri, visto che il capitale è garantito a scadenza, e facili da vendere per le reti che si trovano davanti risparmiatori ancora terrorizzati, e apprezzate anche dai manager bancari in quanto non si rischia di incorrere negli incidenti del passato con le insidiose polizze finanziarie.

Ma non è detto che questi prodotti si rivelino adatti a tutti, vista la loro inefficienza finanziaria. Anzi, chi non ha problemi successori, non teme il sequestro e il pignoramento, perché dovrebbe sottoscrivere una polizza rivalutabile al posto dei più liquidi BTp o BoT o altri bond? Essi, se portati a scadenza, non espongono neppure al rischio di perdite in conto capitale. Per evitare poi di pentirsi dell'investimento (si veda articolo a fianco) meglio leggere le bene le istruzioni: nota informativa e soprattutto la scheda sintetica dove viene riportato il costo percentuale medio annuo.

Prendiamo la polizza proposta da Intesa Sanpaolo Vita (gruppo fuori dalle statistiche Ania), la cui capogruppo Intesa Sanpaolo sta traendo vantaggio notevole dalle polizze: la business unit assicurativa ha contributo al risultato pre tasse del I semestre 2013 con 344 milioni pari al 70% del totale Retail italia. Il costo percentuale medio annuo di Base Sicura va da un massimo dell'1,9% per investimento di 5 anni all'1,62% per durate di 25 anni. Sono previsti sconti per i rinnovi di polizza ma anche in quel caso l'Isc varia da 1,59% a 1,56%.

Questo indicatore spiega di quanto si riduce il rendimento del contratto rispetto a quello di un'analoga operazione senza costi. Ogni anno i premi netti investiti vengono rivalutati in base all'andamento di una gestione separata nel caso specifico si tratta del fondo Base Sicura. La polizza ha retrocesso (al netto dei costi sopra riportati) agli assicurati il 2,42% nel 2011 il 2,59% nel 2012, contro un tasso lordo dei BTp che pari al 4,89% nel 2011 e al 4,64% nel 2012. La polizza non ha coperto nemmeno dall'inflazione che nello scorso biennio ha sfiorato il 3%.

Da tenere presente che uscite anticipate si traducono in un calo del 2% dell'importo riscattabile nel secondo anno e dell'1% dal terzo al quinto anno. Perché dunque investirvi se non per fare un favore alla banca?

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