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Questo articolo è stato pubblicato il 16 dicembre 2013 alle ore 17:09.

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Il Fondo strategico italiano, braccio operativo di Cdp, chiude il 2013 mettendo a segno un'altra operazione: l'acquisizione del 49,5% di Valvitalia. L'annuncio è arrivato oggi, nel corso della conferenza di fine anno, dal numero uno di Fsi, Maurizio Tamagnini, e dal presidente (e ad di Cdp) Giovanni Gorno Tempini. Fsi entra così in Valvitalia a fianco dei fondatori, la famiglia Ruggeri, investendo 151 milioni di euro attraverso un prestito obbligazionario convertibile. «Abbiamo cercato noi il Fondo strategico per crescere - ha spiegato Salvatore Ruggeri, fondatore, presidente e ad di Valvitalia nel corso della conferenza stampa - e spero con il vostro aiuto di andare in Borsa nel giro di tre anni. Penso che la nostra azienda possa quotarsi perché è un gioiello del made in Italy».

L'investimento in Valvitalia si aggiunge alle recenti acquisizioni del 42% della società Sia (novembre 2013) e dell'85% - con l'impegno sull'acquisto del rimanente 15% attraverso struttura put-call - di Ansaldo Energia (settembre 2013). «Ridurremo la quota in Ansaldo Energia sotto il 50% realizzando partnership», ha spiegato Tamagnini non prima di aver ricordato che fino al 2017 il 15% del capitale di Ansaldo rimarrà nelle mani di Finmeccanica, mentre il closing dell'operazione, che prevede un primo impegno per Fsi di 657 milioni di euro, è atteso entro fine dicembre.

Del capitale disponibile, poi, pari a 4,4 miliardi di euro, Fsi ha investito e impegnato nei quasi due anni di vita 2,6 miliardi. E per il futuro? Le tappe del fondo nei prossimi mesi sono nero su bianco. Per il 2014 il fondo strategico italiano punterà sul turismo, un settore «chiave per il paese» ma «troppo frammentato». Tamagnini ha illustrato i contorni del progetto ("polo italiano turismo"), che prevede la creazione di una società di proprietà immobiliare specializzata in alberghi aperta ad investitori istituzionali. La gestione, invece, sarà affidata a tre società di gestione degli alberghi specializzate nei diversi settori del mercato (tre, quattro e cinque stelle). «Abbiamo già parlato con operatori alberghieri e istituzioni per realizzare un progetto di grandi dimensioni che adesso non esiste», ha chiarito Tamagnini, sottolineando che «negli ultimi 20 anni l'Italia ha registrato un 4% di calo della market share del turismo mondiale». E altri 500 milioni saranno destinati a investimenti nel settore dei pubblici servizi, con particolare riguardo a iniziative nel Sud.

Quanto a un possibile ingresso nel lusso è l'ad di Cdp Gorno Tempini a precisare i prossimi passi. «Ci abbiamo pensato - ha sottolineato - e continuiamo a pensarci. Un polo del lusso, guardando ad esempio quello che succede in Francia, è una possibilità e il nostro accordo con il Qatar va in questo senso. Poi ci vogliono degli imprenditori interessati, ci auguriamo che colgano questa sfida». Nessun commento invece sulla gara aperta per il 20% di Versace, che vede Fsi tra gli interessati: «È una situazione in corso e non commentiamo mai queste cose, bisogna aspettare perché abbiamo rispetto dell'azienda e dei nostri interlocutori», si è limitato a dire Tamagnini.

Gorno Tempini è poi tornato sulle imminenti valorizzazioni di Sace e Fincantieri, che Cdp ha acquisito lo scorso anno dal Mef. «Sia per Fincantieri, sia per Sace stiamo scegliendo l'advisor. Ci stiamo muovendo». E, secondo gli ultimi rumors, l'operazione è prevista per il 2014 e prevede la cessione sul mercato del 49% del gruppo guidato da Giuseppe Bono con un incasso per Cdp superiore agli 800 milioni. Quanto a Sace, la società statale attiva nel credito per l'esportazione, Cassa sta scegliendo l'advisor che fissi la tabella di marcia per la valorizzazione della società guidata da Alessandro Castellano.

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