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Questo articolo è stato pubblicato il 27 dicembre 2013 alle ore 20:12.
L'ultima modifica è del 29 dicembre 2013 alle ore 21:04.

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Il ministero dell'Economia e delle finanze non ha nessun interesse nella nazionalizzazione del Montepaschi di Siena. È quanto riferisce all'ANSA un portavoce di Via XX Settembre, sottolineando come la priorità per il governo è la restituzione dei 4 miliardi di Monti bond agli italiani. L'auspicio del ministero è che la Fondazione Mps e la banca portino a termine l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro così come deciso ieri dall'assemblea degli azionisti dell'istituto.

I sindacati chiedono un incontro al Governo
All'indomani della bocciatura dell'aumento del capitale voluto da Profumo, i sindacati chiedono un incontro col Governo.«Alla luce dell'assemblea degli azionisti di Monte Paschi di Siena, e della contrapposizione tra i vertici della banca e la fondazione, chiediamo che il governo, e in particolare il ministro Saccomanni, incontri urgentemente i sindacati del settore». Lo affermano in una nota i segretari generali di Fabi, Fiba, Fisac e Uilca, rispettivamente Sileoni, Romani, Megale e Masi.

«Fermo restando che i lavoratori stanno già facendo la loro parte con tanti sacrifici - affermano i sindacati - ribadiamo che la strada per il risanamento e il rilancio della banca va sostenuta con determinazione e forza, consapevoli che si tratta della terza banca del paese e che, come ha ricordato l'Fmi, può avere effetti sistemici su tutto il nostro paese. Per questo vogliamo garanzie e parole chiare dal governo perché si tratta di tutelare circa 28mila occupati, di salvaguardare 6 milioni di clienti ma anche di difendere un patrimonio e un valore utili a tutto il paese».

Domani intanto occhi puntati degli operatori sulla riapertura della Borsa, con il titolo Mps che venerdì ha perso il 2,15%.

Lo scontro banca-Fondazione
L'assemblea degli azionisti del Montepaschi di Siena ha bocciato la proposta del Cda presieduto da Alessandro Profumo di varare a gennaio l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Ha votato contro il 69,06% del capitale presente in assemblea. Approvata invece la proposta della Fondazione Mps di posticipare l'aumento alla fine del secondo trimestre (giugno). Ha votato a favore l' 82,04% del capitale presente in sala, contrario l'1,07%.

La posizione di Profumo
«L'assemblea è sovrana e l'aumento di capitale da 3 miliardi partirà dopo il 12 maggio», ha dichiarato il presidente di Banca Mps, Alessandro Profumo, al termine dell'assemblea e nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale ha difeso le proprie posizioni, a dispetto della sconfitta appena incassata. «Non è un problema di dualità personalistica, di palio: c'è il tema dell'incertezza contro quello della certezza. Cosa succederà sul mercato non dipende da me. So che formare un consorzio di garanzia sul mercato è complesso e chi si assume il rischio non ama l'incertezza», ha continuato.

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