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Questo articolo è stato pubblicato il 01 febbraio 2014 alle ore 14:59.
L'ultima modifica è del 01 febbraio 2014 alle ore 15:41.

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Seicento poltrone da assegnare nelle società controllate dallo Stato. Un piccolo esercito di manager, boiardi e boiardini, numerosi quasi quanto i deputati, che sono 630. È la prova delle nomine che attende il governo di Enrico Letta, finora incline alla conferma di larga parte dei vertici uscenti, quest'anno però incalzato dal segretario del Pd, Matteo Renzi il rottamatore (almeno a parole).

Le decisioni verranno prese tra la metà aprile e la fine di giugno. Ma il convoglio caracollante della politica, dei manager di Stato, degli aspiranti alle poltrone, con il contorno di lobbisti, faccendieri e comunicatori che accompagnano questi momenti di autentica distribuzione del potere è già in marcia. Sono entrati in un tunnel dal quale non usciranno prima di 70 giorni: la data segnata in rosso sul calendario è il 13 aprile. Entro quel giorno si capiranno i destini dei vertici dei gruppi più importanti, a partire dall'Eni, insieme all'Enel, a Finmeccanica, a Terna e probabilmente alle Poste. Vediamo perché.

Quest'anno giungono a scadenza i consigli di amministrazione di 14 società controllate dal ministero dell'Economia, più altri 35 consigli di società controllate indirettamente. Tra queste Enav, Poligrafico, Fintecna, Mistral Air, Italia Turismo, Fondo Strategico e 13 società del gruppo Fs. Scadono anche i collegi sindacali di 10 controllate dirette e di 50 controllate indirette, tra cui Eni, Coni Servizi, Rai World, Stretto di Messina. In tutto sono 49 cda e 60 collegi sindacali. A una media di 5-6 poltrone per ogni organo collegiale si arriva alle 600 poltrone totali da attribuire. L'elenco delle società è stato pubblicato ieri sul sito del ministero dell'Economia.

Sarà l'Eni ad aprire il valzer delle poltrone. Il nuovo cda, come il collegio sindacale, sarà eletto dall'assemblea degli azionisti, in calendario per l'8 maggio. In questa società, come per le altre quotate, le nomine vengono fatte sulla base di liste di candidati che gli azionisti devono presentare almeno 25 giorni prima dell'assemblea. Quindi la data limite per l'Eni è il 13 aprile. È domenica: probabile quindi che il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, anticipi la sua lista di qualche giorno, venerdì 11 aprile, o sabato 12.

Le altre società quotate hanno fissato la data delle assemblee dopo l'Eni, Terna il 14 maggio, l'Enel il 22 maggio, Finmeccanica ha indicato una data tra il 19 e il 30 maggio. Per queste scelte ci sarebbe qualche giorno in più. Ma è prassi del ministero decidere e pubblicare insieme tutte le candidature alle società più importanti. Nella precedente tornata di nomine nelle grandi società quotate, nel 2011, l'allora ministro Giulio Tremonti e l'ex sottosegretario Gianni Letta, delegato da Silvio Berlusconi, pubblicarono lo stesso giorno, il 4 aprile, le liste per Eni, Enel, Finmeccanica e Poste (l'unica non quotata tra le grandi), rimandando di qualche giorno Terna.

L'anno scorso Enrico Letta ha confermato larga parte dei vertici uscenti, quasi tutti di nomina di governi guidati da Berlusconi (e con suo zio Gianni sottosegretario a Palazzo Chigi), confermando anche il più anziano, il presidente delle Fs ed ex presidente Consob, Lamberto Cardia, 79 anni. Al prossimo giro sono in scadenza manager in carica da nove anni come gli amministratori delegati dell'Eni Paolo Scaroni (nato nel 1946), dell'Enel Fulvio Conti (1947), di Terna Flavio Cattaneo (1963) a Terna. L'a.d. delle Poste Massimo Sarmi (classe 1948) è in carica dal 2002. In Finmeccanica Alessandro Pansa (nato nel 1962) è a.d. dal 13 febbraio dell'anno scorso, dopo l'arresto di Giuseppe Orsi, ma Pansa è nel gruppo dal 2001, a lungo direttore finanziario e poi direttore generale. Il presidente, Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ed ex sottosegretario ai servizi segreti nel governo Monti, è stato nominato il 4 luglio 2013.

Scaroni non fa mistero di aspirare al quarto mandato, ha una buona intesa anche con Renzi sui temi dell'energia, con il quale dieci giorni fa è stato ospite in tv di Bruno Vespa, a «Porta a porta». Scaroni accetterebbe anche di fare il presidente, trasferendo le deleghe di a.d. al direttore generale Claudio Descalzi (nato nel 1955). A meno di imprevisti dall'esterno, Scaroni sembra avere possibilità di conferma. Nessuno lo sfida apertamente, tra gli outsider circola il nome di Leonardo Maugeri, fiorentino, ex capo ufficio studi dell'Eni, uscito nel luglio 2011 in dissenso con Scaroni, insegna ad Harvard ed è nel circolo di consulenti di Barack Obama. Altra possibilità sarebbe un manager del settore privato. Quello più in vista che dialoga con Renzi è Andrea Guerra, a.d. di Luxottica, il quale si schermisce se gli si chiede di passare alle dorate poltrone di Stato.

Anche Conti punta al quarto mandato all'Enel, anche come presidente in tandem con un interno, le sue preferenze vanno al direttore finanziario, Luigi Ferraris. Per l'Enel ci sono anche altri candidati, in particolare Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, nominato dal governo Monti, in scadenza a luglio 2015. La nomina di Gubitosi all'Enel (o alle Poste, altro obiettivo) avrebbe il pregio di consegnare a un uomo di fiducia di Letta (o di Renzi) le chiavi della Rai. In Finmeccanica De Gennaro si è rafforzato con l'inserimento di uomini di fiducia, ha l'appoggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La sua posizione appare blindata.

Alla nomina di De Gennaro Letta ha detto in Parlamento che era stata confermata la fiducia all'a.d. Pansa, tuttora anche direttore generale. La tenuta del vertice attuale sarà messa alla prova da una processione di candidati alla Finmeccanica che va da Franco Bernabè, sbalzato di sella da Telecom per divergenze con Mediobanca e gli altri soci italiani, a Giuseppe Bono di Fincantieri fino a Francesco Caio. Il responsabile dell'agenda digitale voluto da Letta, il «Digital champion», nato nel 1957, lascerà a fine marzo, non ha più la poltrona di a.d. di Avio Aero (dopo la vendita a Ge) ed è alla ricerca di ricollocazione: Poste e Finmeccanica le mete più gradite.

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