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Questo articolo è stato pubblicato il 27 febbraio 2014 alle ore 06:41.
L'ultima modifica è del 19 giugno 2014 alle ore 12:17.

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Luca Cordero di Montezemolo «facilitatore» nelle trattative per un accordo tra Alitalia e la compagnia di Abu Dhabi Etihad Airways.

L'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, ha definito così il ruolo svolto dal presidente della Ferrari e consigliere di amministrazione della Fiat, nonché azionista e fondatore di Ntv, la società del treno Italo. Montezemolo, indicato da indiscrezioni come potenziale nuovo presidente di Alitalia nel caso arrivino i soci arabi, una settimana fa ha ospitato a casa sua l'incontro tra Matteo Renzi, allora premier incaricato, con lo sceicco di Abu Dhabi Al Khaldoon Mubarak, numero uno del fondo Mubadala di Abu Dhabi.

Del Torchio ha confermato l'allungamento dei tempi per il possibile accordo che dovrebbe portare alla cessione di almeno il 40% di Alitalia al vettore degli Emirati Arabi Uniti. «Non commento sull'ipotesi Etihad: continuano le negoziazioni, continua la due diligence. Siamo nella fase clou: ragionevolmente si concluderà nel giro di 3-4 settimane a partire da adesso».

La due diligence è la verifica dei conti di Alitalia. Il 2 febbraio Alitalia ed Etihad hanno annunciato di essere entrate «nella fase finale di un processo di due diligence volta al possibile investimento di Etihad in Alitalia. Nei prossimi 30 giorni – diceva il comunicato congiunto – le compagnie e i loro advisor stabiliranno come sviluppare una strategia comune per raggiungere gli obiettivi che i due vettori si sono prefissati». I 30 giorni scadono il 4 marzo, ma serve ancora tempo.

La data di cui si parla ora per un possibile accordo è la fine di aprile. Carlo Messina, a.d. di Intesa Sanpaolo, la banca che è il principale azionista di Alitalia con il 20,59% e il principale creditore, ha detto: «Certamente oggi è in corso questa attività da parte di Etihad e mi auguro che si concluda, come dovrebbe essere da programmi, entro la fine di aprile e che questo vada verso una soluzione positiva». Aleggia la presenza invisibile di Air France-Klm, che non ha sottoscritto la ricapitalizzazione e ha ridotto la partecipazione dal 25 al 7% circa. «Secondo me – ha detto Messina – anche Air France non può essere esclusa da una possibile soluzione strutturale per Alitalia, ma certamente oggi siamo tutti concentrati sul lavoro che viene svolto con Etihad».

L'a.d. di Intesa ha confermato che la compagnia araba ha chiesto una ristrutturazione dei debiti finanziari di Alitalia, stimati in circa un miliardo di euro. Ma le banche non sono d'accordo. «Penso che chiunque stia valutando delle acquisizioni – ha spiegato Messina – quello che chiede è di ristrutturare i debiti e lavorare sulla capacità produttiva dell'azienda. Sono elementi che fanno parte della negoziazione: loro chiederanno di ristrutturare e noi diremo che non ristrutturiamo».

Tornando a Montezemolo, che è anche nel cda di Unicredit come vicepresidente, in rappresentanza del fondo Aabar di Abu Dhabi, queste le parole di Del Torchio: «Credo che Montezemolo stia agendo come facilitatore nei contatti tra il nostro governo e quello degli Emirati Arabi. Credo che Montezemolo stia avendo un ruolo positivo e che da questo punto di vista è sicuramente il benvenuto: tutto ciò che può aiutare nel portare a termine una negoziazione complicata come questa è molto utile».

Del Torchio ha quindi precisato che non intendeva riferirsi a un eventuale incarico di Montezemolo come presidente: «la presidenza di Alitalia è una scelta degli azionisti, e non certo una scelta mia». «Abbiamo un presidente che è Roberto Colaninno – ha aggiunto Del Torchio – che è sempre stato presidente in tutti questi anni e continueremo ad avere lui».

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