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Questo articolo è stato pubblicato il 25 aprile 2014 alle ore 13:18.
L'ultima modifica è del 25 aprile 2014 alle ore 17:04.

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Piazza Affari continuerà a correre nei prossimi sei mesi, mentre lo spread rimarrà sostanzialmente stabile sui livelli di queste ultime settimane, in area 150 punti base. È quanto emerge dal sondaggio condotto tra gli associati ad Assiom Forex, in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Il sondaggio (condotto tra il 15 e il 24 aprile), che ha registrato la partecipazione di 256 operatori, secondo il presidente di Assiom Forex Giuseppe Attanà, nel suo complesso "esprime un ‘sentiment' decisamente positivo, frutto anche di un favorevole andamento che, oltre ogni aspettativa, sta caratterizzando i mercati in questi primi quattro mesi del corrente anno".

Tuttavia Attanà invita a non abbandonarsi al facile entusiasmo perché, spiega, questo clima positivo rispecchia solo la percezione degli operatori "che il trend sfavorevole si è finalmente interrotto e si apre una fase, certamente delicata, ma propedeutica a una ripresa che tutti quanti da molto tempo attendono". In altre parole, sottolinea ancora il presidente di Assiom Forex, il giudizio espresso nel sondaggio "non deve essere interpretato come la certezza che i mercati continueranno ad avere un andamento incessantemente positivo nei prossimi mesi, perché nel frattempo ci potrebbero essere anche momenti di pausa e di ‘sano' storno".

Spread stabilizzato: obiettivo 150 punti
Intanto lo spread non fa più paura: una gran parte degli addetti ai lavori intravede il differenziale BTp-Bund stabile, attorno ai nuovi minimi dal 2011 raggiunti in questi giorni. Il 31% di quelli che hanno aderito alla ricerca indica infatti che, da qui a sei mesi, il differenziale tra il nostro Btp decennale e il corrispondente titolo tedesco rimarrà in area 150 punti base. Pochi (13%) azzardano un ritorno in area 170 punti base, mentre tra quelli che hanno risposto spiccano gli ottimisti: per l'8% lo spread scenderà a 140 punti base, per il 7% a 130 punti base e per il 3-4% in area 120-125 punti base.

Mercati azionari in crescita moderata
La Borsa è vista nell'arco dei prossimi sei mesi ‘in rialzo' da ben il 61% degli operatori che hanno partecipato al sondaggio, una quota che si confronta con il 51% registrato nel sondaggio di febbraio realizzato in occasione del Forex. Per il 25% Piazza Affari rimarrà invece ‘stabile', mentre il 10% la stima ‘in calo' e appena il 2% ‘in forte calo'. L'opzione ‘in forte rialzo' non è stata votata da nessuno dei soci. Queste valutazioni, secondo Attanà "possono essere interpretate come un segnale di fiducia nella potenziale ripresa economica del nostro Paese. E di norma – aggiunge - i mercati ‘anticipano' il ciclo e questo è sicuramente di buon auspicio". Lo scenario del mercato dei cambi, secondo gli addetti ai lavori, rimarrà ancora favorevole per l'economia, con un euro visto dagli esperti su livelli più concorrenziali. Queste previsioni secondo il presidente di Assiom Forex "probabilmente risentono dei commenti ormai ricorrenti formulati dalla Bce, che a differenza del passato, ha iniziato a porre una diversa e specifica attenzione sul cambio quale elemento in grado di condizionare le possibili nuove azioni di politica monetaria".

In allentamento la morsa dell'euro-forte
Stando al quadro emerso dal sondaggio il 55% prevede un rapporto euro-dollaro ‘in calo' da qui a sei mesi, mentre il 30% lo vede ‘stabile' e solo il 9% ‘in rialzo'. Nella ricerca effettuata da Assiom Forex e ‘Il Sole 24 Ore Radiocor' in febbraio, la maggioranza (63%) riteneva che il 2014 sarebbe stato chiaramente l'anno del dollaro e solo il 17% scommetteva sull'euro. Il 76% dei 256 operatori che hanno partecipato all'indagine ha assegnato alle misure adottate finora dal Governo un voto compreso tra 6 e 9. La maggior parte (29%) si è concentrata sul 7, seguita dal 22% che ha riconosciuto il 6 e dal 18% che lo ha premiato con il 9. Nessuno di loro è arrivato a dare il voto massimo previsto dalla gamma (il 10) e va sottolineato che il 13% si è spinto fino al 5, mentre i meno generosi nei confronti del Governo arrivano complessivamente all'11% (2% voto 2, 5% voto 3 e 4% voto 4).

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