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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2014 alle ore 15:20.
L'ultima modifica è del 13 maggio 2014 alle ore 16:11.

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(Afp)(Afp)

La Bundesbank è pronta a sostenere nuove misure di stimolo all'economia dell'Eurozona da parte della Bce in discussione al Consiglio direttivo della Banca centrale già a inizio giugno nella riunione mensile di politica monetaria. È quanto rivela 'The Wall Street Journal', spiegando che la Banca centrale tedesca, guidata da Jens Weidmann, ha messo da parte le sue riserve sulla possibilità di nuove misure di sostegno alla crescita a fronte dei rischi derivanti da un periodo troppo lungo di bassa inflazione.

Citando fonti vicine al dibattito, il Wall Street Journal scrive che tra le misure in discussione ci sarebbero il taglio del tasso sui depositi delle banche dell'Eurozona presso la Bce, attualmente a zero, e che verrebbe quindi portato in territorio negativo, così come l'acquisto di pacchetti di prestiti bancari con sottostante in garanzie reali (Abs).

Determinanti nel prendere una decisione saranno le nuove proiezioni dello staff della Bce su crescita e inflazione fino al 2016 che verranno rese note alla riunione del 5 giugno. Attualmente, le stime della Bce sono di un tasso di inflazione dell'1% quest'anno, dell'1,3% nel 2015 e dell'1,5% nel 2016 e qualsiasi taglio consistente a queste stime verrebbe probabilmente accompagnato da nuove misure.

La decisione della Bundesbank di aprire su questo tipo di misure, sempre respinte al mittente in passato, potrebbe dare un sostegno decisivo a Mario Draghi, presidente della Bce, nelle decisioni di inizio giugno. Possibile, ma meno probabile, sarebbe anche un nuovo taglio del tasso di riferimento dell'Eurozona (ora allo 0,25%), una proroga al 2016 del regime 'facile' di accesso al credito da parte delle Bce per le banche con volume illimitato e tasso fisso alle aste di rifinanziamento, ma anche nuove operazioni a lungo termine (Ltro).

Sempre secondo il Wsj, tuttavia, la Bundesbank non sarebbe pronta ad accettare un vero e proprio quantitative easing, l'allentamento quantitativo deciso dalle maggiori Banche centrali durante la crisi, tramite l'acquisto massiccio di titoli privati e pubblici dell'Eurozona anche alla luce, riferiscono le fonti, della discesa dei rendimenti dei titoli sovrani e corporate e dei rischi, invece, per la stabilità finanziaria connessi con questo tipo di misure.

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