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Questo articolo è stato pubblicato il 06 giugno 2014 alle ore 07:47.

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Chi pensa che la Banca centrale europea sia nata a immagine e somiglianza della Bundesbank tedesca, a partire dal 2015 potrà ricredersi. Dall'anno prossimo, per effetto di una riforma nel meccanismo di votazione all'Eurotower, una volta ogni 5 mesi la Germania non avrà infatti diritto di voto nelle riunioni operative della Banca centrale europea. Potrà partecipare, essere presente. Ma potrà votare solo quattro mesi su cinque. Lo stesso accadrà agli altri Paesi. Ma per la Bundesbank, che ha sempre difeso l'ortodossia monetaria e che ha spesso votato contro le misure che la Bce voleva adottare, la riforma del meccanismo di voto suona particolarmente ironica: almeno una volta ogni tanto, dovrà stare zitta.

Tutto nasce per un motivo meramente tecnico: dal 2015 la Lituania diventerà il diciannovesimo Paese ad entrare nell'euro. Entrando nell'euro, quindi, la banca centrale lituana farà il suo ingresso anche nella Bce. I trattati hanno sempre previsto che, qualora i membri della Bce diventassero 19, non sarebbe stato più possibile dare un voto a tutti in tutte le riunioni dell'Eurotower: semplicemente perché sono troppi. All'ingresso del diciannovesimo membro, dunque, scatta un meccanismo di votazione a rotazione. Continueranno a votare come ora (cioè sempre) solo i sei membri del comitato esecutivo (tra i quali figura il presidente Draghi), ma i banchieri centrali dei 19 Paesi d'ora in avanti voteranno a turno.

La turnazione prevede che i 19 Paesi vengano divisi in due gruppi. Nel gruppo A ci saranno i 5 Stati più grandi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda): questo gruppo avrà 4 voti. Per cui, a turno, ognuno di questi Paesi non voterà un mese. Fino al 2019, però, l'Italia avrà Draghi (sempre votante) alla presidenza. Nel gruppo B sono inclusi gli altri 14 Paesi, che avranno 11 voti in totale: per i più piccoli, dunque, la turnazione sarà più dura.
Se questo nuovo meccanismo possa cambiare qualcosa nella politica monetaria della Bce, è difficile a dirsi. Forse non cambierà nulla. La stessa Bundesbank, nel suo sito, si affretta a precisarlo. Fatto sta, però, che una volta ogni 5 mesi la Germania non avrà diritto di dire la sua. E già questa, per tanti, è una piccola soddisfazione...

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