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Questo articolo è stato pubblicato il 15 giugno 2014 alle ore 19:59.
L'ultima modifica è del 15 giugno 2014 alle ore 21:11.

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Fiat fa un altro passo verso lo spostamento della sede in Olanda: il consiglio di amministrazione di Fiat S.p.A. ha approvato il progetto di fusione transfrontaliera che vedrà la fusione per incorporazione di Fiat nella società sua controllata interamente posseduta Fiat Investments N.V. Tale società, costituita in Olanda, al completamento della fusione prenderà il nome di Fiat Chrysler Automobiles N.V. ("FCA"). Per effetto della fusione FCA diventerà la società holding del gruppo. L'approvazione è un ulteriore passo nel piano di riorganizzazione annunciato il 29 gennaio 2014 dopo l'acquisto da parte di Fiat della restante partecipazione in Chrysler. Il cda ha approvato ieri anche l'emissione di nuovi bond fino a 4 miliardi di euro.

I dettagli della fusione
In base al progetto di fusione gli azionisti di Fiat riceveranno un'azione ordinaria FCA per ciascuna azione ordinaria Fiat da essi detenuta. Le azioni FCA saranno quotate sul New York Stock Exchange (NYSE) e "si prevede che siano quotate" sul Mercato Telematico Azionario (MTA) a Milano. Come già anticipato, FCA adotterà anche un meccanismo di voto speciale (permesso dalla legge olandese), in base al quale gli azionisti che partecipano alla fusione e i nuovi azionisti che deterranno azioni FCA continuativamente per un periodo di tre anni potranno esercitare due voti per ciascuna azione ordinaria di FCA che detengano. Il meccanismo di voto speciale "è concepito per favorire una base di azionariato stabile e premiare l'investimento nel lungo periodo. Si prevede, altresì, che il meccanismo di voto speciale dia al gruppo ulteriore flessibilità strategica".

I diritti di voto
Gli azionisti di Fiat ante fusione deterranno una percentuale di azioni ordinarie FCA essenzialmente uguale a quella delle azioni ordinarie Fiat detenute prima della fusione (fatto salvo l'esercizio di diritti di recesso). Se una parte dei soci venderà le azioni o non si avvarrà del meccanismo, la quota sui diritti di voto dell'attuale azionista di controllo di Fiat - la Exor della famiglia Agnelli - è destinata a salire dall'attuale 30,5 per cento. Nel caso della Cnh Industrial, che ha già adottato un meccanismo simile, Exor ha ora oltre il 40% dei diritti di voto.

L'assemblea straordinaria
Il progetto di fusione sarà sottoposto all'approvazione degli azionisti di Fiat in un'assemblea straordinaria che si prevede sarà tenuta nel terzo trimestre del 2014, a seguito del completamento dei richiesti passi societari e regolamentari, tra cui la registrazione presso la Sec, l'organismo Usa di controllo sui mercati. Nei giorni scorsi Sergio Marchionne, amministratore delegato, aveva detto che la data dell'assemblea "potrebbe essere comunicata entro una settimana"

Il diritto di recesso
Gli azionisti di Fiat che non voteranno a favore della fusione potranno esercitare il diritto di recesso in conformità alla normativa italiana. L'operazione sarà soggetta a un numero limitato di condizioni, ivi inclusa l'ammissione delle azioni a quotazione al NYSE ed una soglia massima di 500 milioni di Euro per l'esborso eventualmente richiesto in relazione all'esercizio del diritto di recesso da parte di azionisti di Fiat e dei diritti di opposizione da parte dei creditori. Si prevede che l'operazione possa essere completata entro fine anno.

Fiat si riorganizza e prepara nuove emissioni
Il cda del Lingotto ha approvato anche una riorganizzazione interna e l'emissisone di nuovi bond. In particolare, Fiat acquisterà dalla sua controllata Fiat Group Automobiles ("FGA") l'intera partecipazione in Fiat North America LLC ("FNA"), che a sua volta possiede Chrysler Group LLC. Questa operazione conduce FNA, e quindi Chrysler, sotto il controllo diretto di Fiat. Per quanto riguarda i bond, il cda ha deliberato l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo fino a 4 miliardi di euro - o importo equivalente in altra divisa - da collocarsi presso investitori istituzionali. I prestiti obbligazionari potranno essere emessi entro il 31 dicembre 2015. Le emissioni - spiega la nota del Lingotto - sono concepite nell'ottica della gestione del debito consolidato del Gruppo, particolarmente in considerazione di alcune delle emissioni più risalenti che verranno a scadenza tra la data odierna e la fine del 2015.

Dimissioni di Gian Maria Gros Pietro
Gian Maria Gros Pietro, presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo S.p.A., ha presentato le sue dimissioni dal cda della società a partire dal 23 giugno. Le dimissioni sono dovute alla prossima entrata in vigore della "Capital Requirements Directive IV" che limita il numero delle posizioni in organi amministrativi di altre società che possono essere ricoperte da membri di organi di gestione di gruppi bancari. Lo sostituisce Glenn Earle.

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