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Questo articolo è stato pubblicato il 24 agosto 2014 alle ore 08:12.
L'ultima modifica è del 24 agosto 2014 alle ore 16:15.

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Vincent Bolloré (Ansa)Vincent Bolloré (Ansa)

«Sono molto attento alla proposta di Telecom». All'indomani del summit tra le prime linee di Telecom, l'advisor Mediobanca, e il vertice di Vivendi, Vincent Bolloré, numero uno del gruppo transalpino, commenta così, con una battuta all'Ansa, l'esito dell'incontro.
Il finanziere bretone si sta preparando per tornare a Parigi in vista del cda di Vivendi in calendario per il 28 agosto. Sul tavolo del board, come è noto, dovrebbero arrivare le proposte per Gvt, l'asset brasiliano della compagnia francese, di Telecom Italia e di Telefonica. Il gruppo francese fin da subito ha fatto capire di non avere interesse a vendere la controllata sudamericana. Diversamente, potrebbe valutare seriamente ogni proposta che trasformi Gvt in uno strumento utile per siglare un accordo di più ampio respiro. Ed è proprio attorno a questo pilastro che Telecom sta cercando di costruire l'offerta giusta per dare nuovo assetto, potenzialmente stabile, al proprio controllo e, al contempo, per rafforzarsi in un mercato, quello brasiliano, che ha sempre dato grandi soddisfazioni alla compagnia. Ma che ora, complice il futuro cambio di contesto in materia regolamentare e il fatto che Tim Brasil è presente solo sul mobile di fascia media, necessita di un passo avanti aggressivo. Di qui la decisione di mettere nel mirino Gvt. Per farlo però, si sta studiando un'operazione principalmente carta contro carta con una compensazione cash.

L'idea è di definire un progetto industriale congiunto che offra a Vivendi una presa salda a monte della catena di controllo, in Telecom Italia, per poter sfruttare al meglio le potenzialità di driver di contenuti che appartengono alla compagnia stessa. In quest'ottica, uno dei passaggi chiave, oltre alla valutazione di Gvt, che dovrebbe essere superiore ai 7 miliardi, è evidentemente l'assetto di governance. Per poter realizzare i propri propositi strategici Vivendi dovrà poter pesare sulle scelte industriali di Telecom. E detenere tra il 15 e il 20% della compagnia potrebbe non bastare. Ecco perché è fondamentale fin da ora stabilire l'assetto di controllo, magari con un contributo a tempo degli attuali soci italiani, le potenziali leve di comando e un piano industriale forte. E non potrebbe essere altrimenti considerato che, per dare il via al possibile riassetto di Telecom, tramite un aumento di capitale riservato a Vivendi, sarà necessario raccogliere in sede di assemblea straordinaria i due terzi del capitale votante. Un ruolo chiave in questo senso lo potrebbe giocare BlackRock, azionista forte sia del gruppo italiano che di quello francese. Convincere il socio americano sarebbe già un gran passo avanti. Di tutto questo, ieri e oggi il presidente Giuseppe Recchi e l'amministratore delegato, Marco Patuano, hanno discusso faccia a faccia con i consiglieri di Telecom Italia. L'obiettivo è preparare il membri del board all'appuntamento decisivo del 27 agosto, quando il cda della compagnia dovrà dare il via libera all'offerta per Gvt.

Nel mentre, non va dimenticato, che Telefonica non ha alcuna intenzione di cedere il passo. Il gruppo spagnolo, ancora socio di Telecom Italia con una quota indiretta vicina al 15% del capitale, ha convocato per la prossima settimana, potenzialmente in concomitanza con il board di Telecom, un cda per approvare una nuova offerta su Gvt da presentare a Vivendi. La proposta, oltre che essere rivista sul fronte della componente cash (non più 6,7 miliardi ma piuttosto una cifra vino a 8 miliardi), avrà un forte contenuto industriale che preveda possibili accordi strategici tra Vivendi e Telefonica. La compagnia guidata da Cesar Alierta punterebbe dunque a giocare sullo stesso terreno di Telecom.
Si vedrà alla fine chi la spunterà. Intanto le prime linee di Telecom e l'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, pur consapevoli che la partita è ancora tutta da giocare, avrebbero lasciato il tavolo della trattativa con Bolloré soddisfatti. La percezione, infatti, è che il sentiment riguardo al potenziale deal, con i dovuti aggiustamenti, sia positivo.

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