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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2014 alle ore 06:38.
L'ultima modifica è del 08 ottobre 2014 alle ore 06:55.

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Fare ispezioni discrezionali direttamente nelle banche. Imporre requisiti prudenziali aggiuntivi. Dare l'ok ad eventuali acquisioni tra banche. Sono solo alcuni dei poteri che la Banca centrale europea è pronta ad esercitare non solo sulle 120 principali banche europee, ma anche sui restanti 4.200 istituti attivi in Europa.
La novità scatterà a partire dal 4 novembre, quando diventerà operativa a tutti gli effetti la Vigilanza unica europea, il cosiddetto Single supervisory mechanism (Ssm). Le nuove procedure operative - dettagliate nella Guida alla supervisione bancaria della Bce appena pubblicata - prevedono infatti che la supervisione dell'Eurotower venga esercitata su tutte le istituzioni creditizie operative nell'Unione europea, indipendentemente dalla loro dimensione.
Questo significa che il radar di Francoforte non si concentrerà solo sui colossi del credito con più di 30 miliardi di attivi ciascuno - su cui comunque la Bce avrà un controllo diretto - ma si allargherà anche sull'esercito di piccole e medie banche sparse per l'Europa. Solo in Italia la novità riguarda oltre 530 istituti, tra banche popolari, banche di credito cooperativo e casse rurali. Ma ad essere interessate saranno tra le altre anche le Landesbanken tedesche, la Cajas spagnole o la casse di credito municipale francesi.
Nel dettaglio, queste realtà finanziarie rimarranno tecnicamente sotto la responsabilità e la vigilanza diretta dei singoli Enti di controllo nazionale, come è Bankitalia per il nostro paese o la Bundesbank per la Germania. Le banche centrali continueranno insomma ad essere di fatto l'"avamposto" (insostituibile, visti i numeri delle istituzioni coinvolte) della Bce nei singoli paesi. Ma da domani i piccoli istituti saranno monitorati contemporaneamente anche dall'Eurotower. La Bce ha chiarito infatti che si riserva una piena libertà di movimento sui conti di questi istituti. Di fatto potrà fare ispezioni locali assieme ai singoli enti di vigilanza o potrà considerare anche «l'imposizione di requisiti prudenziali aggiuntivi». Ma è in suo potere anche avocare a sé la supervisione diretta delle istituzioni, bypassando così anche l'Autorità di vigilanza nazionale, qualora fosse «compromessa l'applicazione coerente di standard di vigilanza elevati». Non solo: una volta sentita la singola Autorità nazionale, la Bce potrà autorizzare o revocare una licenza. Oppure deciderà se approvare o rigettare la proposta di acquisto di partecipazioni qualificate da parte degli istituti, prendendosi così l'ultima parola anche sulle fusioni riguardanti istituti più piccoli. Una novità, quest'ultima, che potrebbe interessare da vicino istituti come Banca Etruria, Banca Marche, Carife o Volksbank, oggi tutti alla ricerca di un cavaliere bianco. Francoforte si tiene poi mani libere anche per i commissariamenti. Se è vero infatti che in prima battuta la singola banca centrale rivestirà il ruolo di gestore delle crisi pilotate, è anche vero che, tramite la divisione Micro Prudenziale, la Bce sarà in ultima battuta la «responsabile delle attività di gestione delle crisi relative relative agli enti meno significativi», come si legge nel manuale.
Per fare tutto ciò, l'Eurotower avrà una collaborazione strettissima con i singoli Enti di vigilanza con cui scambierà a intervalli regolari tutte le informazioni rilevanti sugli istituti più piccoli, sia a livello singolo che di settore. Non solo: a sua discrezione, l'Eurotower potrà richiedere dati aggiuntivi su singole istituzioni che dovessero finire nel mirino. La logica è individuare in anticipo la creazione di possibili focolai di crisi, e di prevenire così rischiosi effetti-contagio all'interno del sistema finanziario europeo.
luca.davi@ilsole24ore.com
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