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Questo articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2014 alle ore 09:19.
L'ultima modifica è del 17 novembre 2014 alle ore 22:32.

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Wall Street chiude piatta: il Dow Jones sale dello 0,07% a 17.647,81 punti, il Nasdaq perde lo 0,37% a 4.671,00 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,1% a 2.041,2 punti. Affonda però (-14%) DreamWorks, lo studio di Hollywood che produce Shrek: si tratta del calo maggiore degli ultimi dieci anni, ovvero dallo sbarco in Borsa nel 2004. A pesare è la fine delle trattative con Hasbro, il colosso dei giocattoli che produce fra l'altro il Monopoli. Nelle ultime settimane le due società avevano avviato trattative, e DreamWorks aveva chiesto più 30 dollari per azione. I contatti si sono poi interrotti negli ultimi giorni.

In Europa invece è bastato un accenno di Draghi all’ipotesi di acquisto di titoli di Stato a far accelerare le Borse e in particolare Piazza Affari, tra le più penalizzate negli ultimi due mesi. Il FTSE MIB ha chiuso con un rialzo dell’1,33%, seconda in Europa solo alla performance di Madrid (+1,59%).

Il governatore della Bce ha detto che tra le ipotesi non convenzionali ci sarebbe anche l’acquisto di titoli di Stato. Esattamente quello che speravano di sentire i mercati. Nonostante prima di Draghi, Yves Mersch, il lussemburghese membro del Comitato esecutivo della Bce, si sia rivelato un po’ freddo sull’ipotesi di un vero quantitative easing (allentamento monetario) da parte della Bce: «È da meno di un mese - ha detto - che abbiamo cominciato a comprare covered bond. Con gli asset-backed-securities, stiamo iniziando proprio adesso. È essenziale aspettare per vedere come si sviluppano questi programmi» prima di procedere.

Draghi nel corso di un’audizione al parlamento europeo ha anche detto che «lo slancio di crescita della zona euro si è indebolito durante l'estate e le recenti stime sono state riviste al ribasso, e la ripresa è messa a rischio da disoccupazione alta, capacità produttiva inutilizzata e necessari aggiustamenti di bilancio». Lo stesso continua a spingere sul tasto delle riforme. «L'insufficiente progresso delle riforme stutturali in diversi Paesi europei rappresenta un elemento cruciale di rischio di ribasso delle previsioni economiche» per l'area euro.

Effetti a cascata subito su banche (piene in portafoglio di titoli di Stato) e sullo spread, che si è ridimensionato dopo l’accenno di Draghi al “qe” potenziale.

Bene l’export a settembre
In mattinata le Borse stavano andando male. Poi il clima sui mercati è migliorato dopo il dato del surplus commerciale della zona euro che a settembre è salito a 18,5 miliardi di euro, contro i 10,8 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso.Lo ha reso noto Eurostat, che ha rivisto il dato di agosto a 8,6 miliardi dai 9,2 miliardi della prima lettura. In crescita (+7,4%) anche l’export italiano, con la migliore performance degli ultimi 21 mesi.

Male Giappone e petrolio
Sull’andamento giornaliero pesa tuttavia il tonfo del Nikkei (-3%) dopo il calo del Pil giapponese nonostante le forti misure espansive varate dal premier Shinzo Abe.

Sui mercati pesa anche il continuo calo del prezzo del petrolio. Questa mattina il future del Brent cede l’1% sotto i 79 dollari: la scorsa settimana il petrolio del Mare del Nord aveva perso il 5%.

Focus Piazza Affari
Tra i singoli titoli a Milano in ribasso Telecom Italia nonostante la società abbia smentito le voci circa un aumento di capitale. In rosso anche Finmeccanica: oggi scade il termine per la presentazione delle offerte sulla controllata Ansaldo. Al momento la giapponese Hitachi è in pole position. Accelerano i bancari, che invece in mattinata avevano mostrato segnali di debolezza dopo che gli analisti di Nomura hanno tagliato i target price di molti istituti italiani. Il miglior titolo del Ftse Mib è World Duty Free che dà seguito al rimbalzo innescato venerdì dalla trimestrale e dalla conferma della guidance 2014 e torna a mettere nel mirino quota 7 euro, soglia mai toccata in chiusura dal 9 ottobre scorso.

Titoli di Stato
Scende lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005001547) e il pari scadenza tedesco si porta a 148 punti base, in netto calo rispetto ai 156 della vigilia. Il rendimento scivola 2,3%. Lo spread tra Bonos e Bund apre in calo a 127 p.b., con il rendimento del decennale spagnolo che si porta al 2,08% (rendimenti dei bond dell’Eurozona).

Valute
Sul mercato dei cambi si rafforza il dollaro. L’euro scende sotto quota 1,25 dollari. (cambio euro/dollaro e convertitore di valute).

Cade a sorpresa il Pil giapponese
Nel terzo trimestre l'economia giapponese è scivolata in recessione a sorpresa, preparando il terreno per il rinvio di un impopolare aumento dell'Iva e la convocazione di elezioni anticipate da parte del premierShinzo Abe.

Il Pil nipponico si è contratto dell'1,6% annualizzato nel periodo luglio-settembre, dopo essere caduto di 7,3% nel secondo trimestre a seguito del primo incremento dell'Iva, che ha pesato fortemente sulla spesa per consumi.

La terza economia mondiale nelle attese sarebbe dovuta rimbalzare del 2,1% nel terzo trimestre, ma consumi ed export sono rimasti deboli, lasciando le imprese con consistenti scorte da smaltire. Abe aveva affermato che avrebbe tenuto conto dei dati macroeconomici nel decidere se procedere con il secondo aumento dell'Iva, portandola al 10% a ottobre dell'anno prossimo, all'interno di un piano per ridurre l'enorme debito pubblico giapponese, il più grande tra le economie avanzate.

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