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Questo articolo è stato pubblicato il 22 novembre 2014 alle ore 08:15.

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Leonardo Del Vecchio chiude il riassetto di Delfin. Nei giorni scorsi la cassaforte lussemburghese a cui fa capo il controllo di Luxottica con il 62% ha perfezionato due importanti operazioni: l'aumento di capitale che ha portato Leonardo Del Vecchio a salire nel capitale della holding fino al 25%; diverse modifiche statutarie per "blindare" la successione. Quanto basta per sigillare, in un nuovo assetto azionario, le volontà del fondatore di Luxottica, pronto a girare alla moglie Nicoletta Zampillo – che non compariva nel libro soci della holding – il 25% di Delfin, e lasciare ai suoi 6 figli il restante 75% del capitale.
Finora l'assetto di Delfin vedeva infatti il "patron" Leonardo Del Vecchio titolare dell'1,72% del capitale sociale in piena proprietà, ma con diritti di usufrutto sul cento per cento del capitale. Tuttavia la nuda proprietà era stata già ceduta negli anni passati in parti uguali (16,38%) ai sei figli: Claudio, Marisa e Paola nati dal primo matrimonio, Leonardo Maria, figlio della seconda moglie Nicoletta Zampillo con cui l'imprenditore si è risposato ed è l'attuale moglie, e i figli della terza unione, Luca e Clemente. Equilibri che con l'ultima operazione sono stati superati spianando così la strada all'ingresso della moglie nella holding.


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La revisione degli assetti societari di Delfin è così avvenuta in due tempi. Delfin ha infatti varato, come riferito da Radiocor-IlSole24 Ore, un aumento del capitale di 162 milioni di euro, sottoscritto per intero dal patron di Luxottica che così sale al 25% del capitale in piena proprietà. Inoltre sono state inserite una serie di modifiche statutarie. Ma soprattutto, come emerge dai documenti depositati nel Granducato, il 12 novembre scorso l'assemblea di Delfin ha deliberato la creazione di due conti speciali di riserva utili in cui sono stati trasferiti ingenti fondi che potranno essere distribuiti come dividendo: si tratta di circa 2 miliardi di euro.
Nel dettaglio il capitale sociale della holding è stato aumentato da 520,9 milioni di euro a 682,9 milioni con la creazione di 6.232.370 azioni ordinarie e di 248.832 titoli privilegiati di classe A, i cosiddetti Pescs, in entrambi i casi del valore nominale di 25 euro. Le nuove parti sociali sono state sottoscritte per intero in contanti da Leonardo Del Vecchio. Il patron di Luxottica ha mantenuto l'usufrutto e i diritti di voto sull'intero capitale come aveva in precedenza, mentre ai sei figli è rimasta la nuda proprietà dei titoli Delfin di una quota proporzionalmente inferiore rispetto a quanto detenuto prima della ricapitalizzazione. La diluizione dovrebbe aver portato la quota di nuda proprietà detenuta da ciascun membro della seconda generazione al 12,5% circa dal precedente 16,5%. Un passaggio delicato e possibile solo dopo che il fondatore di Luxottica ha trovato l'accordo con la numerosa prole che, in prima battuta, aveva mostrato qualche perplessità sulla nuova mappa di successione. La partecipazione del 25% in mano a Del Vecchio, infatti, sarà tecnicamente destinata alla moglie solo per testamento. Testamento che doveva essere prima approvato dai figli per evitare successive battaglie legali.
Varie, poi, le disposizioni in materia di statuto adottate dall'assemblea della holding, cui fanno capo il 62% di Luxottica, le quote in Fonciere des Regions-Beni Stabili e in Unicredit e Generali. Oltre a delibere sulle modalità di trasferimento dei titoli e sui quorum dell'assemblea, è stata infatti introdotta la possibilità di nominare un massimo di tre osservatori «fintanto che Leonardo Del Vecchio sarà detentore di più del 50% dei diritti di voto. Gli osservatori potranno partecipare alle riunioni del cda anche prendendo la parola, ma senza diritto di voto e potranno subentrare ai gestori B in caso di loro dimissioni».L'assemblea ha inoltre deciso la creazione di una Riserva Speciale Privilegiata e una riserva speciale generale relativa ai titoli privilegiati (Pesc) che vanno ad affiancarsi ai due conti di riserva utili già esistenti e che potranno distribuire i fondi loro allocati.
Proprio l'organo deliberativo ha poi deciso di destinare 638 milioni alla riserva speciale privilegiata e 1,477 miliardi alla riserva speciale generale. «La disponibilità delle somme trasferite è stata dimostrata all'assemblea», precisa il verbale. Lo statuto prevede inoltre che nel momento in cui Leonardo Del Vecchio cesserà di avere il 50% dei diritti di voto o di essere gestore, la società verserà ogni anno un dividendo pari al 10% dell'utile netto entro 20 giorni dall'approvazione dei conti.
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