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Questo articolo è stato pubblicato il 11 gennaio 2015 alle ore 12:32.

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Nuova bufera su Carige: la Consob ha deciso di portare l’istituto di credito in tribunale per imporgli l’annullamento della delibera di approvazione del bilancio 2013. Nel mirino della Commissione c’è, in realtà, l’esercizio 2012, chiuso dall’ex numero uno della banca, Giovanni Berneschi, arrestato l’anno scorso e al centro di un’inchiesta della procura di Genova.

La Consob ha notificato a Carige, si legge in una nota della banca, un «atto di citazione a mezzo del quale è stato instaurato presso il tribunale di Genova un procedimento civile avente ad oggetto la richiesta di declaratoria di nullità o di annullamento della delibera assembleare del 30 aprile 2014 di approvazione del bilancio di esercizio della banca al 31 dicembre 2013 per asserita non conformità del predetto bilancio alle norme che ne disciplinano la redazione e in particolare ai principi contabili Ias 1, 8 e 36, nonché l’accertamento della non conformità del bilancio consolidato ai suddetti principi contabili».

La Consob contesta, in particolare, a Carige la «non condivisione delle modalità di recepimento delle osservazioni formulate nella propria delibera del 10 gennaio 2014, riguardanti la rideterminazione, ai sensi del principio contabile internazionale Ias 8, dei valori degli avviamenti e delle partecipazioni nelle controllate bancarie e assicurative per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012». In effetti, il 10 gennaio dell’anno scorso, la Consob aveva chiesto, tra l’altro, alla banca di redigere un bilancio pro-forma per correggere le non conformità rilevate dall’ente. Secondo il quale le perdite consolidate del 2012, pari a 63,2 milioni, sarebbero dovute salire fino a un massimo di 133,4 milioni mentre quelle del primo semestre 2013, pari a 29,3 milioni, sarebbero dovute crescere in una forbice compresa tra 567,7 e 601,5 milioni. Si contestava, tra l’altro, l’utilizzo di un arco temporale di dieci anni per la valutazione della redditività delle controllate Carige Italia e Banca del Monte di Lucca. Carige però (forte anche dei pareri di esperti come Paolo Gualtieri, Mario Cattaneo e Andrea Amaduzzi) aveva risposto di non condividere il giudizio di Consob, sottolineando di aver provveduto, dopo l’arrivo al vertice della banca di Piero Luigi Montani, nel novembre 2013, a risanare la situazione già con il resoconto di gestione al 30 settembre 2013, approvato proprio a novembre di quell’anno.

La posizione della banca viene ribadita nella nota vergata ieri, in cui si dice che Carige, nel resoconto dei primi nove mesi del 2013, «ha provveduto in via autonoma a rettificare in misura significativa (pari a -1,73 miliardi, ndr) il valore degli avviamenti e delle partecipazioni già iscritti nei bilancio al 31 dicembre 2012». Non solo. Carige afferma che seguire l’indicazione di Consob (che peraltro non aveva ritenuto, a suo tempo, di impugnare il bilancio 2012) avrebbe «unicamente determinato una diversa ripartizione dell’onere connesso alla rettifica di valore degli avviamenti e delle partecipazioni nei conti economici dei bilanci 2012 e 2013, senza modificare i saldi patrimoniali delle poste in contestazione al 31 dicembre 2013». Insomma, la banca va avanti per la sua strada e «confida che l’autorità giudiziaria confermi la correttezza del proprio operato». Inoltre, affermano alla Carige, la mossa di Consob «non ha alcun riflesso sull’imminente aumento di capitale (imposto dalla Bce, che potrebbe sfiorare i 700 milioni, ndr) e non ha impatto sul conto economico né sul patrimonio; è una controversia di tipo meramente valutativo».

Di fatto, il faro della Consob si concretizza in un procedimento civile proprio quando per l’inchiesta penale su Carige (durante la quale è stata vagliata anche l’ipotesi del reato di falso in bilancio) sembra essere imminente la fase della richiesti dei rinvii a giudizio.

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